venerdì 2 novembre 2012

Più vicino che l'Inghilterra

Se c'è una persona che mi ha fatto da padre nell'Ordine dei Predicatori, questo è fra Denis Geraghty.

Ero da poco atterrato a Londra, pieno di pensieri e preoccupazioni per il futuro. Mi ero deciso, su invito di alcuni confessori, a cercare un direttore spirituale. Il cappellano della mia università era dell'Opus Dei e celebrava messa alle dieci della domenica mattina. Non ci misi un secondo a depennarlo dalla lista. Il parroco di Copenaghen street era simpatico, irlandese e tanto, troppo, impegnato. I gesuiti si erano stabiliti dal'altra parte della città. Il convento dei domenicani, invece, stava a Chalk Farm, un paio di fermate a nord di King's Cross, dove abitavo. Così decisi di fare una capatina laggiù.

lunedì 22 ottobre 2012

Ordinati a Dio

Nell'onore sia Dio la vostra gioia, nella tristezza la vostra consolazione e nell'angoscia la vostra difesa.  Nel digiuno sia Dio il vostro cibo, nella povertà la vostra abbondanza, nella malattia la vostra medicina più salutare. Se avete fame, sia Lui il vostro banchetto; se avete sete, sia Lui il vostro vino forte; se siete nudi, sia Lui il vostro vestito; se siete malati, sia Lui il vostro medico; se vegliate, sia Lui il vostro giaciglio; se siete stanchi per il lungo viaggio, sia Lui il vostro riposo e l'ombra per la vostra sosta.

Sia Dio lo specchio del vostro cuore col quale riflettete, sia il sigillo con il quale imprimete, sia la via che percorrete, sia la gemma che vi adorna, sia la fonte che vi lava, sia il pane che vi ristora, sia la pastiglia che vi guarisce, sia la chiave che apre a Lui i vostri cuori e li chiude al mondo.

Amate ciò che Dio ama e odiate ciò che egli odia.


Cercate sempre di avere un intelletto che conosca Dio, una volontà che lo ami, un'attenzione che lo cerchi, una sapienza che lo trovi, una conversazione che gli sia gradita, una perseveranza che lo aspetti fiduciosa.

Che ancora, fratelli?

Adoriamo la potenza di Dio, ammiriamone la sapienza, amiamone la clemenza, desideriamone la bellezza, lasciamoci sedurre dalla sua dolcezza, veneriamone l'eternità, imitiamone l'umiltà, indaghiamone la grandezza, lodiamone la perfezione, speriamone la misericordia, temiamone la giustizia.

(Umberto di Romans, quinto maestro generale dell'Ordine dei Predicatori, 1200 circa - 1277)

domenica 30 settembre 2012

In ginocchio da te

Confesso: quel gesto così ostentato, quasi sfacciato irritava anche me. Poi, a pensarci bene, mi sono venuti in mente alcuni episodi evangelici, storie di persone derelitte - lebbrosi, padri e madri in pena per i figli, ciechi, l'emorroissa... - che cadono ai piedi di Cristo implorando misericordia e salvezza. E Cristo li guarda e dice: "Alzati! la tua fede ti ha salvato."

Allo stesso modo, chi si inginocchia nel ricevere l'Eucarestia sembra invocare: "Signore, salvami!" E dopo aver mangiato del Suo corpo, si rialza perché la salvezza è entrata in lui; perché, da morto che era, è stato reso partecipe della vita divina; perché ora ha forza e gambe e coraggio per camminare. Il gesto di inginocchiarsi prendendo la comunione, è carico di significato e bellezza.


E', piuttosto, quello di inginocchiarsi dopo essersi comunicati - mi sia consentita la piccola provocazione - ad essere poco sensato: sei stato rialzato, perché torni ad abbassarti? Hai ricevuto la vita, perché stai come un morto? Hai ricevuto la libertà, perché ti comporti da schiavo? Tutto il tuo corpo partecipa di Dio, davanti a chi ti inginocchi? Invece di imporare, ringrazia! Invece di abbatterti, esulta! Non è il momento di chinare il capo, ma di cantare a voce alta - insieme agli angeli tutti - la risurrezione di cui sei stato reso parte.

lunedì 2 luglio 2012

2 povertà

Nel vangelo di Marco si possono scovare alcuni "racconti paralleli": la meraviglia dell'indemoniato della sinagoga di Cafarnao e quella dei parenti di Gesù; la suocera di Pietro e la figlia dell'arcisinagogo - che Cristo ha preso per mano e rialzato - e il giovane ricco e la povera vecchia al tempio.

lunedì 25 giugno 2012

Un piccolo folle progetto

In cella ho un'unica immagine di santo. L'ho trovata in un baule polveroso del convento di Chieri ed è una foto grande come un i-pad, in bianco e nero come un i-pad, su supporto di polistirolo a sandwich tra due cartoncini sottili, quasi come un i-pad. La foto ritrae un frate con l'aria seria e con la chierica e la prima cosa che ho pensato è che quel frate doveva essere uno un po' pazzo. Non sapevo ancora che quel frate era Marie Jean-Joseph Alcide Lataste, che - in effetti - era un frate originale, di quelli che piacciono a me.

Lataste era un francese, sia l'esattore delle tasse (e io faccio sempre il tifo per gli esattori delle tasse), sia il volontario della san Vincenzo. A 21 anni si innamora follemente (e non poteva essere altrimenti, trattandosi di un tipo pazzerello) di Leonide, che all'epoca aveva non più di 16 anni. Il padre di Alcide si mette di mezzo, ritiene che i due siano troppo giovani (come dargli torto?) e traffica per far trasferire il figlio. Ci riesce. Lataste finisce a riscuotere imposte a Pau e non rivedrà più Leonide, che morirà due anni dopo. Siamo nel 1855.

mercoledì 13 giugno 2012

Dress Code


Lui mi scruta e mi conosce, sa quando seggo e quando mi alzo, quando cammino e quando riposo. Penetra da lontano i miei pensieri e gli sono note tutte le mie vie: La mia parola non è ancora sulla lingua, che Lui già la conosce tutta.

Mi circonda alle spalle e di fronte e su di me pone la sua mano. E' lui che ha creato le mie viscere e mi ha tessuto nel seno di mia madre. Mi ha fatto come un prodigio - e tutte le sue opere sono stupende.

Non gli erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i suoi occhi. Lui conosceva tutti i miei giorni quando non ne esisteva ancora uno.


Di fronte a Lui non serve indossare lo smoking. Di fronte a Lui non si può che vestirsi per quello che si è.

Bibliografia: Salmo 138.

lunedì 4 giugno 2012

3croci

1. Cimabue
Lungo la parete destra ho incastrato nell'ordine: l'armadio Aspelund, tre metri ondeggianti di truciolato su cui svetta un valigione verde silvestre, la scrivania Lasse, sormontata da una vasta e semivuota libreria, e un attaccapanni ricoperto di maglie, cappotti e stracci. Ho piazzato la poltrona sfondata tra la porta e il comodino. Alla parete di fronte, Malm, la cassettiera, alta poco più di un metro, misura lo spazio che passa tra la finestra e il lavandino. Sopra la cassettiera, c'è una candela della sagrestia di fra Ludovico, ad illuminare un'icona di Nostro Signore coronata da tre fotografie di Sua Madre: l'immagine di una vetrata che raffigura Domenico ai piedi di Maria, la Madonna del Rosario di Moncalvo, un mosaico di padre Rupnik. Sopra questa piccola collezione di immagini sacre capeggia un poster del Crocifisso di Cimabue.

domenica 27 maggio 2012

Microstoria di una vocazione

Raccontare la propria vocazione è un'impresa difficile: troppi sono i fatti, gli episodi grandi e piccoli, le parole ascoltate e rimaste impresse nella memoria - tralasciando, poi, tutte le sensazioni, i sentimenti, i pensieri, le riflessioni che hanno dato senso e colore alle esperienze vissute - per riuscire a discernere i momenti decisivi di una Chiamata. Così, ogni volta che racconto la mia vocazione la racconto in un modo diverso, e ogni volta ho la sensazione di non esserle stato pienamente fedele.

Comincia così il racconto del mio ingresso nell'Ordine dei Predicatori che è stato pubblicato sul nuovissimo sito del Convento San Domenico di Bologna, in cui è possibile trovare una miriade di informazioni spirituali, artistiche e personali su noi frati, oltre, ovviamente, alle iniziative che organizziamo (e per quest'estate ce ne sono di appassionantissime!)...

 Credo, però, di poter tratteggiare il succo della mia storia vocazionale racchiudendola in due singoli episodi dall'apparenza banale.

domenica 20 maggio 2012

Un anno di Gioventù Domenicana

C'è una cosa di cui mi sono convinto: se uno vuole conoscere la spiritualità domenicana, il posto migliore è la Sala del Fuoco, ogni venerdì dalle ore venti. Precisamente lì, a quell'ora più o meno, si ritrova la GD, Gioventù (in senso lato, visto che l'età media sia aggira intorno ai trenta) Domenicana (in senso assoluto, visto che di Domenico portano tutti i lineamenti spirituali).

In ritiro all'abbazia di Praglia

Ho avuto la fortuna di aggregarmi al gruppo appena arrivato a Bologna. L'anno precedente - mi hanno raccontato - era stato un po' travagliato, ma a settembre ci si è ritrovati con tanti volti nuovi e tanto entusiasmo. Il programma di lavoro si presentava prelibato: una cena (cucinata da Michele, che nella vita fa il frate, l'artista e il cuoco), la condivisione di un libro (il Gesù di Nazareth di Bendetto XVI) come antipasto al dibattito moderato da padre Daniele, che è un po' il gentleman della spiritualità domenicana in salsa bolognese.

lunedì 14 maggio 2012

Domande prima di lapidare

Tra il 27 e il 28 aprile, un manipolo di intrepidi frati studenti si è recato a Roma per un incontro di formazione insieme alle juniores domenicane in Italia. La relatrice era sr Antonia Maria Chinello e il tema era nientepopodimenoche "l'internet".

Ecco qualche mia personalissima riflessione sul tema.

La Rete è qualcosa di più di un semplice strumento di comunicazione: è uno spazio che viviamo e abitiamo. Il fatto che sia uno spazio virtuale non significa che non sia reale. Le relazioni che intessiamo online sono senza dubbio diverse da quelle della vita "in carne ed ossa", ma, non di meno, possiedono una loro consistenza e hanno un concretissimo impatto sul mondo al di qua del monitor.