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venerdì 28 dicembre 2007

Metodo Ciampi dove lavoro io

Indipendentemente dalla loro presunta età mentale, le donne dove lavoro io hanno un'idea molto vaga di bilancio, sono antropologicamente estranee al concetto di bilancio in pareggio e ignorano convintamente i vincoli di bilancio, la differenza tra liquidità e disponibilità effettiva ed ogni cosa che abbia a che fare con la sostenibilità finanziaria.

Nei fatti, adottano principi di spesa opposti a quelli della sostenibilità, che diventano una mera, trascurabile variabile dipendente. La loro regola d'ora è: primo spendere. Risparmiare (= posticipare una spesa) un esercizio inutile, visto che si spende sempre e comunque, indipendentemente dal grado di voluttuarietà di una merce. E quando si finisce in bancarotta? Si fanno spallucce, tanto i soldi non erano loro.

E' possibile che questo sia un approccio di genere (femminile) alla finanza. Ma è più probabile che sia non sia altro che la logica della Cool Britannia fatta propria dalle signore di dove lavoro io. Un comico tedesco, di stanza a Londra, sottolineava come, nel momento in cui gli interessi della carta di credito superano il suo reddito, un inglese non si mette le mani nei capelli, ma va in banca ad aprire una seconda carta di credito. Un vecchio ministro delle finanze tatcheriano, in televisione, dopo aver fatto tutti i complimenti possibili a Gordon Brown, notava come la straordinaria crescita economica britannica poggiava su un mare di debito privato. E si augurava un approdo indolore alla sostenibilità.

Gli anni del Labour sembrano, da questa prospettiva, una sorta di anni 80 italiani, dieci anni più tardi. Tony Blair è, in fin dei conti, un socialista riformista alla Craxi e ha avuto anche lui i suoi finanziamenti illeciti. Una differenza importante è che in Italia il debito era pubblico, mentre qui, nel Regno Unito, è privato. Quindi? Si fanno spallucce, tanto i soldi non erano loro.

In questo clima di irresponsabilità diffusa, il mio capo ha adottato un metodo infallibile: il metodo Ciampi: dichiarare che siamo sempre tutti sull'orlo del fallimento, dichiarare che abbiamo il doppio dei debiti che effettivamente abbiamo, proibire ogni spesa (anche quasi necessaria) per mancanza di fondi, centralizzare il controllo della spesa e tenere rigorosamente nascosti i dati reali sul nostro bilancio. Anche se non ce lo chiede l'Europa, ce lo chiede la Ditta, che fa sempre la sua porca figura. Il mio capo ha il mio incondizionato supporto, anche se ultimamente ha avuto qualche pericoloso cedimento. L'altro giorno, per esempio, ha detto che non è il caso di andare a fare la spesa all'hard discount.

Smidollato. Si comincia sempre così.

venerdì 5 ottobre 2007

PD: si vota in rete!

Ormai mi ero rassegnato a seguire la nascita del Partito Democratico da spettatore. Vivo all'estero, e se qui, a differenza di Muenchen, c'è una qualche sezione di partito (democratico) è introvabile (almeno in rete). E invece oggi mi arriva una mail dal Compagno Golaprofonda, che mi scrive, papale papale:
puoi votare online
vai sul sito dell'ulivo e registrati
fallo
ciao
Allora io vado sul sito ulivo.it e con un po' di fatica trovo la pagina con le istruzioni. Le seguo passo passo e dopo pochi istanti voilà: mi arriva un sms da PD con il mio codice personale, che mi sarà indispensabile per votare il 14 ottobre. Insomma, non solo partecipe, ma pure protagonista di un futuristico esperimento di democrazia online. Mica male.

Naturalmente per tutto questo luccichio tecnologico c'è un terribile contrappasso. Nella circoscrizione Estero-Europa ci stanno solo tre liste, tra cui clamorosamente manca quella della Bindi, che però trovate, se volete, in Africa. E ora mi tocca pure votare Veltroni (democratici nel mondo o l'altra italia? e quante preferenze ho? ma soprattutto chi sono i candidati? insomma mi fate un corso veloce, tipo primarie per dummies, visto che devo recuperare mesi di disinteresse procedurale?)

lunedì 24 settembre 2007

Quality Time

E voi come risolvereste questo problema di politica sociale?

Problema:
Siete l'assessore alle politiche sociali di un qualsiasi comune inglese. Il vostro bilancio per l'assistenza socio-sanitaria è in profondo rosso con tendenza a peggiorare. Infatti, tra invecchiamento della popolazione, crescente attenzione alle persone disabiliti, caro casa, etc etc, le vostre uscite sembrano proprio voler toccare il cielo. Sul lato delle entrate avete, invece, un governo centrale che decurta, implacabile, i trasferimenti. Così non si va avanti. Bisogna trovare una soluzione per evitare a) la rivolta del vostro elettorato (perchè tutti, ma proprio tutti, hanno un parente disabile o in ospizio); b) il commissariamento del vostro comune per bancarotta.

Procedimento (partecipato):
Gli amministratori inglesi hanno lavorato al problema per un decennio. Hanno parlato con tutti: esperti, autistici, lavoratori, autisti, parenti. Hanno organizzato riunioni, assemblee e consultazioni; hanno distribuito volantini, questionari e lettere con carta intestata; e, infine, hanno trovato la quadratura del problema.

Soluzione:
a) Calcolate la quantità di ore-lavoro x utente che state attualmente fornendo e dividetela a metà. Il risultato è il tetto del servizio che fornirete ai vostri utenti da domani in poi.
b) Chiudete tre-quarti dei centri diurni presenti sul territorio.
c) Chiudete il servizio navetta che portava i vostri clienti al loro centro diurno. Date un abbonamento dell'autobus gratuito a quelli che camminano. A tutti gli altri regalate uno sconto per prendere il taxi.
d) Raggruppate tutti i vostri clienti (più o meno disabili, più o meno anziani) nei centri superstiti, ma consigliate loro di non venire proprio.
e) Offrite a tutti i vostri clienti un supporto/accompagnamento (minore o uguale al tetto che avete stabilito al punto a) per attività diurne e notturne di loro scelta (esempio: piscina, cavallo, discoteca, bricolage, pittura, giardinaggio, cucina).
f) Spiegate che, finalmente, i vostri clienti non saranno più parcheggiati in una sorta di oscura istituzione totale, ma avranno un bellissimo, divertentissimo, agognatissimo, strabiliantissimo, fantasmagorissimo quality time.

mercoledì 12 settembre 2007

Vite parallele: Brown e Veltroni

Le avventure politiche di Gordon Brown e Walter Veltroni hanno significativi paralleli. Entrambi hanno ricoperto il ruolo di “vice”, successori predestinati, di due leader che hanno profondamente innovato il panorama politico dei rispettivi paesi. I progetti politici, New Labour e L'Ulivo, si proponevano di riportare la sinistra al governo, percorrendo la “terza via”, che conciliava idee di giustizia sociale e principi economici liberali. Dieci anni dopo, è arrivato per entrambi, Brown e Veltroni, il momento di assumersi la responsabilità del comando.

Nel frattempo il mondo è cambiato. Il fascino delle terza vie si è notevolmente affievolito. Prodi è stato esiliato in Europa e Berlusconi ha governato per cinque lunghi anni. Blair si è lanciato nella folle avventura irachena e, pur vincendo tre elezioni di fila, ha visto la graduale disaffezione degli elettori e l'abbandono di importanti esponenti di partito.

Ora, Brown si è insediato alla guida del governo britannico con una sola parola d'ordine, ripetuta ossessivamente: “cambiamento, cambiamento, cambiamento”. Veltroni si è candidato alla guida di un partito nuovo, nuova veste del progetto ulivista. A Brown è stata riconosciuta la leadership del Labour con un consenso quasi unanime e senza nessuno che osasse sfidarlo al congresso. Veltroni si presenta alle primarie sicuro del proprio successo, e con avversari che ambiscono, più che a sconfiggerlo, a prevenire un unanimismo bulgaro.

Le analogie devono, al momento, finiscono qui. Nonostante i proclami, i primi atti di Brown da premier sembrano dimostrano la sua volontà di perseverare con alcune priorità e strategie blairiane. Brown ha deciso di scommettere, come il suo predecessore, sull'ossessione securitaria, proponendo di allungare i termini per la detenzione preventiva senza esplicitare accuse o il permesso di magistrato, studiando progetti di leggere per parificare la marijuana alle droghe pesanti, incoraggiando la polizia ad usare la legislazione sul terrorismo per sopprimere le proteste ambientaliste all'aeroporto di Heathrow. Il secondo punte debole è la rappresentanza femminile. Le donne rimangono una presenza marginale nella compagine governative, con la sola Smith a capo di un ministero importante, gli interni. L'unica vera novità è il graduale riposizionamento britannico nello scacchiere internazionale, lontano dalla docile fedeltà al presidente americano e riconoscendo il fallimento iracheno.

Il passaggio al governo per Veltroni sarà, verosimilmente, più arduo (anche se, come Brown, non necessariamente dovrà passare per le urne). Se avrà successo, Veltroni dovrà guidare non un monocolore, ma una coalizione variegata e vittima di dinamiche centrifughe; dovrà sfidare l'equilibrio negativo degli interessi corporativi, che nel Regno Unito vennero spazzati via dalla Tatcher, mentre in Italia trovano il proprio campione in Berlusconi; dovrà imporre un vero cambio di marcia nel processo di liberalizzazione e rinnovamento del capitalismo italiano, senza poter contare della grande risorsa finanziaria che la City ha rappresentato. E queste sono solo alcune delle sfide che Veltroni dovrà affrontare.

Con Brown, Veltroni ha in comune la grave responsabilità di rinnovare la proposta politica progressista, salvando le importanti lezioni della “terza via” e recuperando, al tempo stesso, la tradizione socialdemocratica.

Questo post è stato scritto per e pubblicato da La Quercia, periodico della federazione ds di Forlì (e ci sono un paio di articoli che vale davvero la pena leggere)