venerdì 27 aprile 2012

Il perdono non è solo una parola

Avevo pubblicato qualche settimana fa una lettera di Anna dalla Colombia. Eccone una seconda. Si parla della violenza ai danni del popolo colombiano, della lotta per il rispetto della sua dignità, della sua terra e dei suoi diritti, della sua perseveranza nella ricerca della riconciliazione e del perdono. Buona lettura.

Hola amigos y amigas!

inizio a scrivervi mentre risuona nelle mie orecchie il rombo di un elicottero militare che sorvola la città di Popayan. Probabilmente è diretto al nord del Cauca, dove da giorni sono in corso scontri tra esercito e FARC.

"Alla mia bimba piaceva molto guardare gli aerei volare, quando eravamo in città", mi raccontava l'altro giorno un'amica mentre eravamo al parco e, all'udire un aereo solcare il cielo, sua figlia di due anni si rannicchiava tra le sue braccia stringendosi forte a lei, "ma ora che siamo tornati a vivere a casa nostra, in una zona rurale, dove spesso ci sono azioni dell'esercito e dagli elicotteri partono raffiche di mitra, ha molta paura e corre a nascondersi quando ne sente il rumore".

sabato 21 aprile 2012

11 tesi sulla povertà religiosa

Ho condensato in undici brevi tesi la mia riflessione sulla povertà religiosa. Vogliono essere una ricapitolazione di quello che ho meditato, letto e  vissuto negli ultimi dieci anni rispetto a questo tema, ma anche un punto di partenza per future considerazioni.

1. La povertà è essenzialmente mancanza di libertà. La povertà materiale è un aspetto importante, ma non esclusivo, dell'incapacità di fare delle scelte. Scegliere liberamente la povertà è, pertanto, impossibile: chi sceglie di vivere da povero, non è autenticamente un povero.

sabato 7 aprile 2012

It's a kind of magic

Di notte si aggira per il convento una combricola di diavoletti. Quando tutto tace, si intrufolano nelle celle dei frati e ne fanno di tutti i colori. Il capo della banda si chiama Borgoglione e la sua arma è una piccola pompa a pressione. Se si vuole divertire, si avvicina al tuo cuscino, ti infila il becco della pompa su per una narice e comincia gonfiarti finchè non diventi tondo come una palla e galleggi a mezz'aria.

venerdì 16 marzo 2012

Il buco nell'anima

Uno potrebbe credere che a studiare filosofia dai domenicani si ammassi una tale quantità di prove e controprove sull'esistenza di Dio da non poter più mettere in discussione nemmeno una virgola degli articoli di fede. Beh, almeno per ora non è così. Anzi, studiando e leggendo, da Tommaso a Gentile, passando per Nietzsche, Severino e le Upanishad, ho apprezzato quanto seri e consistenti siano gli argomenti contro la fede. D'altronde se si vuole imparare a credere con criterio, è forse proprio dalla critica della fede che bisogna incominciare.

lunedì 5 marzo 2012

Cantare il sogno del mondo

Anna, con cui ho avuto la grazia di condividere un importante pezzo della mia vita a Nairobi, è partita a settembre per la Colombia, come volontaria per la Commissione interecclesia di Giustizia e Pace. Ho ricevuto questa sua lettera, che non posso non pubblicare anche qui, sul mio blog, perché tutti la possano leggere e meditare.


Queridos amigos y amigas,

con questa lettera collettiva vi giunga un abbraccio caloroso, impregnato di tutto il calore umano e climatico di cui mi sto inzuppando in queste amate terre colombiane. E con questo messaggio vi giunga anche la forza e il coraggio delle comunità che in Colombia stanno resistendo di fronte ad un sistema di impunità e di violenza, di menzogna e di paura. Sono comunità che quotidianamente mi ricordano che un mondo diverso è possibile, e possiamo costruirlo insieme passo dopo passo.

lunedì 27 febbraio 2012

Roboc o.p.

Una delle cose più gustose che faccio a Bologna è seguire le lezioni di filosofia e teologia del padre Barzaghi. Arriva in aula, scattante, abito, scarpe da tennis e manco un foglio di appunti. Quasi si sdraia sulla sedia. Sul cranio pelato appoggia un braccio, al quale appende l'altro rivoltando il gomito verso la classe. Rotea gli occhio un paio di volte dietro gli occhialoni e dice: "Dunque, la volta scorsa stavamo discutendo di...". Comincia così una lezione filata di un'ora e quaranta, che ordinariamente strabilia abbastanza noi studentelli.

Sarà il ragionare rigoroso e teso come un filo di piombo, la parlata pulita e raffinata, la mimica clownesca, la conoscenza mnemonica, precisa al dettaglio di tutto Tommaso, la capacità di far emergere i fili rossi che legano il pensiero filosofico - partendo dalla scolastica per finire all'idealismo, l'abilità nello svelare paradossi, triturare luoghi comuni e mostrare prospettive teologiche nuove e cariche di significato... però la cosa più stupefacente è che il padre Barzaghi è in grado di riprendere sempre e comunque il discorso nel punto preciso in cui lo aveva lasciato la settimana prima - e nonostante nel mezzo ci siano state almeno una decina di altre lezioni, conferenze, prediche, libri da scrivere etc etc.

martedì 21 febbraio 2012

Una cosa umiliante

Vi è mai capitato di essere imbarazzati per la vostra fede? Avete mai esitato a compiere un gesto di devozione davanti a delle persone non credenti? Come vi sentite quando vi mettete in ginocchio? Vi siete mai vergognati di Cristo? Eppure sta scritto:  
Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo. [Mc 8,38]

giovedì 9 febbraio 2012

Gli apoftegmi della neve

Se sulle aride rocce del deserto di Scete fosse mai nevicato, ora potremmo sicuramente leggere tra i detti dei padri un episodio simile a quello capitato a noi frati studenti nel cuore di Bologna.

Nevicava a palate, la mattina del martedì. Noi fraticelli, al termine della messa comunitaria, dirigendoci in refettorio per la colazione, ci fermiamo davanti alle finestre per ammirare lo spettacolo, già pregustando una giornata di studio al calduccio della cella in compagnia di una tazza di orzata bollente, quando si avvicinano il padre priore e il padre economo...

venerdì 3 febbraio 2012

Perché odio la religione, ma amo Gesù

Si intitola così "una poesia" di un ragazzo di 22 anni che si chiama Jefferson Bethke. E io sono assolutamente d'accordo con lui.




lunedì 30 gennaio 2012

Una grande famiglia


Capita una volta ogni tre mesi. E siamo sempre in tre. Due siciliani e un altoatesino. Alle nove di mattina, puntualità tirolese. Il ducato è bianco, scassato e sporco. Non è quello dell'A-Team, ma quasi. Ci montiamo sopra. E partiamo sferraglianti alla volta dell'ipermercato.