Nel frattempo, si fanno sondaggi, da cui emerge che un 20% dei sudtirolesi sarebbe favorevole ad un ritorno all'Austria, mentre un buon 30 preferirebbe il libero stato del Sudtirolo. Per chi le vuole, abbondano pure le chiacchere online. Nell'anno di Andreas Hofer ne sentiremo molte altre.
La richiesta di autodeterminazione si scontra contro formidabili ostacoli politici e giuridici. Il patto internazionale dei diritti umani, a differenza da quanto sostenuto dal partito della Klotz, non costituisce una base giuridica sufficiente a legittimare l'indipendenza sudtirolese. Esso, infatti, vale per quei popoli sottomessi a occupazione coloniale o è stato conquistato con la forza. la questione sudtirolese è stata risolta attraverso un accordo diplomatico tra Austria e Italia, sfociato nella definitiva approvazione dello statuto di autonomia e nella successiva quietanza rilasciata dal governo austriaco.
Alla mancanza di legittimità giuridica, si aggiungono i costi economici che dovuti alla nuova collocazione internazionale sudtirolese. L'Alto Adige dovrebbe provvedere con mezzi propri alla provvigione dei servizi attualmente finanziati dallo stato italiano (uno per tutti: la sicurezza pubblica interna ed esterna) o contribuire al finanziamento dello stato austriaco (nel caso prevalesse l'ipotesi di ritorno all'Austria). Dovrebbe, inoltre, riorientare la direzione del commercio internazionale. Attualmente prevale l'importazione dalla Germania all'Italia, grazie al fatto che i sudtirolesi parlano tedescono, ma vivono all'interno del sistema giuridico italiano. Infine, andrebbero ricontrattate da capo le regole per la convivenza. Per il secondo statuto di autonomia ci abbiamo messo 50 anni. Quanti ce ne vorrebbero per il terzo? Ai costi vanno sommati i rischi di violenze da parte del nuovo gruppo etnico di minoranza.
Tutto ciò vanno controbilanciate le opportunità che vengono dal processo di intergrazione europea ed interregionale, oltre che dalla graduale federalizzazione dello stato italiano.
E' chiaro che quei partiti e esponenti politici che sventolano la bandiera dell'autodeterminazione devono essere in grado di rispondere a tutte queste obiezioni. Altrimenti si dimostreranno solo dei pericolosi demagoghi e populisti truffaldini.
Naturalmente è tutto un altro discorso per il celebre lodo Ferrari.