Ho avuto il privilegio di trascorrere i primi sei giorni di gennaio in Terra Santa. Penso sia un modo molto speciale per iniziare l'anno, nella speranza che continui così: sulle orme di Cristo.
E' stata la mia prima volta e tutto era nuovo. Ecco le considerazioni di un pellegrino di primo pelo:
1. A parte Gerusalemme, in Terra Santa non c'è nulla che valga la pena vedere per sé: un lago inquinato e un fiume acquitrinoso; quattro ruderi romani e tante brutte chiese degli anni '30; colline spelacchiate, sabbia, sassi. Eppure tutto è meraviglioso, tutto acquista senso, bellezza e interesse perché viene visto con gli occhi della fede: quello è il mare su cui ha camminato Gesù, quello è il fiume in cui è stato battezzato, quelle sono le pietre su cui ha camminato quando era ragazzo o nelle sue ultime ore di vita, quella è la collina su cui ha predicato o pregato, quello il deserto dove pregava.
domenica 20 gennaio 2013
domenica 13 gennaio 2013
Perché facciamo il male?
Hans Jonas ebbe modo di scrivere che Auschwitz, e tutto ciò che questo nome rappresenta, ha cambiato il nostro modo di concepire Dio. E' sicuramente così, ma è anche vero che ha cambiato il modo con cui l'uomo vede se stesso. La nostra capacità di fare il male ci lascia sgomenti. Non paiono esserci limiti: i record di crudeltà che la storia ci ha tramandato vengono polverizzati da atrocità sempre più sofisticate, che rivelano nuove profondità negli abissi del cuore umano.
Alla domanda non si sfugge: perché facciamo il male?
Una prima risposta potrebbe essere questa: perché siamo costretti a farlo. E' la nostra stessa natura che ci spinge a farlo, perché è debole, difettosa, malvagia. Questa risposta nega la libertà umana (di fare o non fare il male) e ci libera da ogni responsabilità rispetto alle nostre azioni cattive.
Alla domanda non si sfugge: perché facciamo il male?
Una prima risposta potrebbe essere questa: perché siamo costretti a farlo. E' la nostra stessa natura che ci spinge a farlo, perché è debole, difettosa, malvagia. Questa risposta nega la libertà umana (di fare o non fare il male) e ci libera da ogni responsabilità rispetto alle nostre azioni cattive.
sabato 29 dicembre 2012
Il lucernario
Tutto è buio e attende. Le luci sono spente. Nessuno fiata.
E' strana una chiesa così. Quando ci si riunisce in assemblea, la sala è sempre illuminata e si vede chiaro il volto di ciascuno, così da poterne scrutare ogni espressione, anche quell'impercettibile movimento del volto che tradisce la più piccola delle emozioni. La situazione è sotto controllo e niente ci può sorprendere, quando tutto è illuminato.
Nella vita, però, non è mai così. Fatichiamo a comprendere quello che accade in torno a noi. Siamo cattivi aruspici e i presagi che il mondo ci regala rimangono indecifrati. L'angoscia per il futuro ci fa da compagna. La paura per noi e per i nostri affetti attanaglia le notti e scaccia il sonno.
mercoledì 12 dicembre 2012
Scola e la politica dello spirito
Nel suo recente discorso alla città, il cardinal Scola ha criticato a chiare lettere la laicità intesa come una neutralità dello stato verso il fenomeno religioso. Ecco il passaggio più significativo:
Lo Stato, sostituendosi alla società civile, scivola, anche se in maniera preterintenzionale, verso quella posizione fondativa che la laicité intendeva rigettare, un tempo occupata dal “religioso”. Sotto una parvenza di neutralità e oggettività delle leggi, si cela e si diffonde – almeno nei fatti – una cultura fortemente connotata da una visione secolarizzata dell’uomo e del mondo, priva di apertura al trascendente. In una società plurale essa è in se stessa legittima ma solo come una tra le altre. Se però lo Stato la fa propria finisce inevitabilmente per limitare la libertà religiosa.Il ragionamento di Scola non risulta pienamente comprensibile se non si coglie quel presupposto antropologico secondo cui uno dei fondamenti imprescindibili della persona umana è la sua apertura a ciò che la trascende, all'Altro da sè, a Dio. Una vita piena, realizzata, felice ha, cioè, come elemento necessario la coltivazione della propria dimensione religiosa. Lo stato, proprio come non è indifferente alla salute, alla cultura e all'espressione artistica dei suoi cittadini, - al punto da promuoverle attraverso iniziative di carattere sportivo, musei, mostre, corsi formativi di varia natura e non discriminando chi non ne fosse interessato -, così dovrebbe favorire anche la loro vita spirituale.
martedì 4 dicembre 2012
martedì 27 novembre 2012
Terremoto
Il terremoto della scorsa primavera ha scosso frati e convento. Confratelli vicini e lontani hanno pregato per noi e si sono informati delle nostre condizioni... abbiamo rassicurato tutti: le statue dell'Arca stanno tutte bene e i frati anche.
Il terremoto ha smosso solo un po' di polvere accumulata tra i cornicioni e i lampadari e che si è depositata lungo i corridoi - polvere tanto antica, che a stento siamo riusciti a trattanere il padre Boschi, che è l'archeologo conventuale, dall'aprire uno scavo.
Più gravi e drammatiche sono state le conseguenze del terremoto nel resto dell'Emilia: chiese, case, fabbriche, municipo distrutti e danneggiati. 27 morti. Dalle chiese senza più tetto si alzava una lamentazione verso il cielo e tra le macerie serpeggiava la domanda: "perché?"
martedì 20 novembre 2012
Cattolici in rete
Trai tanti compiti, più o meno piacevoli, che mi sono stati affidati da quando sono arrivato nel convento di Bologna, c'è anche quello di curare il sito conventuale. E siccome da cosa nasce cosa, è stato presto deciso di dedicare anche una pagina web all'Arca, quel capolavoro artistico che custodisce le spoglie mortali del fondatore del nostro ordine. Io, da parte mia, ho aperto, a titolo sperimentale, perfino una pagina facebook del convento.
A forza di smanettare tra pagine http e codici html, ho incominciato a riflettere criticamente sulla presenza dei cattolici sul web e a chiedermi cosa ci facessero lì... I siti cattolici sono una galassia enorme e confusa, un brodo primordiale in cui è possibile trovare di tutto e di più.
A forza di smanettare tra pagine http e codici html, ho incominciato a riflettere criticamente sulla presenza dei cattolici sul web e a chiedermi cosa ci facessero lì... I siti cattolici sono una galassia enorme e confusa, un brodo primordiale in cui è possibile trovare di tutto e di più.
venerdì 2 novembre 2012
Più vicino che l'Inghilterra
Se c'è una persona che mi ha fatto da padre nell'Ordine dei Predicatori, questo è fra Denis Geraghty.
Ero da poco atterrato a Londra, pieno di pensieri e preoccupazioni per il futuro. Mi ero deciso, su invito di alcuni confessori, a cercare un direttore spirituale. Il cappellano della mia università era dell'Opus Dei e celebrava messa alle dieci della domenica mattina. Non ci misi un secondo a depennarlo dalla lista. Il parroco di Copenaghen street era simpatico, irlandese e tanto, troppo, impegnato. I gesuiti si erano stabiliti dal'altra parte della città. Il convento dei domenicani, invece, stava a Chalk Farm, un paio di fermate a nord di King's Cross, dove abitavo. Così decisi di fare una capatina laggiù.
Ero da poco atterrato a Londra, pieno di pensieri e preoccupazioni per il futuro. Mi ero deciso, su invito di alcuni confessori, a cercare un direttore spirituale. Il cappellano della mia università era dell'Opus Dei e celebrava messa alle dieci della domenica mattina. Non ci misi un secondo a depennarlo dalla lista. Il parroco di Copenaghen street era simpatico, irlandese e tanto, troppo, impegnato. I gesuiti si erano stabiliti dal'altra parte della città. Il convento dei domenicani, invece, stava a Chalk Farm, un paio di fermate a nord di King's Cross, dove abitavo. Così decisi di fare una capatina laggiù.
lunedì 22 ottobre 2012
Ordinati a Dio
Nell'onore sia Dio la vostra gioia, nella tristezza la vostra consolazione e nell'angoscia la vostra difesa. Nel digiuno sia Dio il vostro cibo, nella povertà la vostra abbondanza, nella malattia la vostra medicina più salutare. Se avete fame, sia Lui il vostro banchetto; se avete sete, sia Lui il vostro vino forte; se siete nudi, sia Lui il vostro vestito; se siete malati, sia Lui il vostro medico; se vegliate, sia Lui il vostro giaciglio; se siete stanchi per il lungo viaggio, sia Lui il vostro riposo e l'ombra per la vostra sosta.
Sia Dio lo specchio del vostro cuore col quale riflettete, sia il sigillo con il quale imprimete, sia la via che percorrete, sia la gemma che vi adorna, sia la fonte che vi lava, sia il pane che vi ristora, sia la pastiglia che vi guarisce, sia la chiave che apre a Lui i vostri cuori e li chiude al mondo.
Amate ciò che Dio ama e odiate ciò che egli odia.
Cercate sempre di avere un intelletto che conosca Dio, una volontà che lo ami, un'attenzione che lo cerchi, una sapienza che lo trovi, una conversazione che gli sia gradita, una perseveranza che lo aspetti fiduciosa.
Che ancora, fratelli?
Adoriamo la potenza di Dio, ammiriamone la sapienza, amiamone la clemenza, desideriamone la bellezza, lasciamoci sedurre dalla sua dolcezza, veneriamone l'eternità, imitiamone l'umiltà, indaghiamone la grandezza, lodiamone la perfezione, speriamone la misericordia, temiamone la giustizia.
Sia Dio lo specchio del vostro cuore col quale riflettete, sia il sigillo con il quale imprimete, sia la via che percorrete, sia la gemma che vi adorna, sia la fonte che vi lava, sia il pane che vi ristora, sia la pastiglia che vi guarisce, sia la chiave che apre a Lui i vostri cuori e li chiude al mondo.
Amate ciò che Dio ama e odiate ciò che egli odia.
Cercate sempre di avere un intelletto che conosca Dio, una volontà che lo ami, un'attenzione che lo cerchi, una sapienza che lo trovi, una conversazione che gli sia gradita, una perseveranza che lo aspetti fiduciosa.
Che ancora, fratelli?
Adoriamo la potenza di Dio, ammiriamone la sapienza, amiamone la clemenza, desideriamone la bellezza, lasciamoci sedurre dalla sua dolcezza, veneriamone l'eternità, imitiamone l'umiltà, indaghiamone la grandezza, lodiamone la perfezione, speriamone la misericordia, temiamone la giustizia.
(Umberto di Romans, quinto maestro generale dell'Ordine dei Predicatori, 1200 circa - 1277)
domenica 30 settembre 2012
In ginocchio da te
Confesso: quel gesto così ostentato, quasi sfacciato irritava anche me. Poi, a pensarci bene, mi sono venuti in mente alcuni episodi evangelici, storie di persone derelitte - lebbrosi, padri e madri in pena per i figli, ciechi, l'emorroissa... - che cadono ai piedi di Cristo implorando misericordia e salvezza. E Cristo li guarda e dice: "Alzati! la tua fede ti ha salvato."
Allo stesso modo, chi si inginocchia nel ricevere l'Eucarestia sembra invocare: "Signore, salvami!" E dopo aver mangiato del Suo corpo, si rialza perché la salvezza è entrata in lui; perché, da morto che era, è stato reso partecipe della vita divina; perché ora ha forza e gambe e coraggio per camminare. Il gesto di inginocchiarsi prendendo la comunione, è carico di significato e bellezza.
E', piuttosto, quello di inginocchiarsi dopo essersi comunicati - mi sia consentita la piccola provocazione - ad essere poco sensato: sei stato rialzato, perché torni ad abbassarti? Hai ricevuto la vita, perché stai come un morto? Hai ricevuto la libertà, perché ti comporti da schiavo? Tutto il tuo corpo partecipa di Dio, davanti a chi ti inginocchi? Invece di imporare, ringrazia! Invece di abbatterti, esulta! Non è il momento di chinare il capo, ma di cantare a voce alta - insieme agli angeli tutti - la risurrezione di cui sei stato reso parte.
Allo stesso modo, chi si inginocchia nel ricevere l'Eucarestia sembra invocare: "Signore, salvami!" E dopo aver mangiato del Suo corpo, si rialza perché la salvezza è entrata in lui; perché, da morto che era, è stato reso partecipe della vita divina; perché ora ha forza e gambe e coraggio per camminare. Il gesto di inginocchiarsi prendendo la comunione, è carico di significato e bellezza.
E', piuttosto, quello di inginocchiarsi dopo essersi comunicati - mi sia consentita la piccola provocazione - ad essere poco sensato: sei stato rialzato, perché torni ad abbassarti? Hai ricevuto la vita, perché stai come un morto? Hai ricevuto la libertà, perché ti comporti da schiavo? Tutto il tuo corpo partecipa di Dio, davanti a chi ti inginocchi? Invece di imporare, ringrazia! Invece di abbatterti, esulta! Non è il momento di chinare il capo, ma di cantare a voce alta - insieme agli angeli tutti - la risurrezione di cui sei stato reso parte.
Iscriviti a:
Post (Atom)





"Stagioni" di Rigorni Stern mi fa tornare la nostalgia di qualcosa che ho assaggiato e mai avuto davvero.
E' lì la mia casa e lì sono le mie radici e tutta la mia vita è come un viaggio di ritorno che, forse, non si compirà mai.
Anzi, si compirà certamente, perché i piedi dell'uomo sono fatti per calpestare i pascoli, le sue gambe per inerpicarsi lungo i sentieri, le sue mani per accarezzare la roccia, i suoi occhi per abbacinarsi di fronte all'orizzonte, i suoi polmoni per respirare l'aria delle vette.
Bibliografia: Rigoni Stern, Stagioni