giovedì 7 febbraio 2008

La verità (e il domenicano)

In definitiva la verità a cui aspiriamo è Dio, che ha creato tutto e a cui tutto ritorna. Come disse Agostino, i nostri cuori non trovano pace se non in Dio. Dio si rivela a noi nella persona di Cristo. Fatta questa coraggiosa affermazione, dobbiamo acquisire una certa umiltà di fronte a questa verità che è oltre la nostra portata. Questa verità ci è rivelata eppure ci supera. Non possiamo dominarla o semplicemente prenderne possesso. Acquino affermò - e questo è proprio il cuore della sua teologia - 'cosa sia Dio, noi non lo possiamo dire'. Le parole non possono racchiudere Dio, possono solo avvicinare il limite del mistero. Possiamo dire cose vere di Dio. Per esempio, posso dire che Dio è buono, che Dio è uno, che Cristo è risorto dai morti... ma non possiamo veramente sapere cosa significhi. Non posso sapere cosa significhi per Dio essere Dio.

Dire che Dio è oltre la nostra comprensione, non significa che non è possibile affermare alcunchè di vero. Se qualcuno dice che Gesù non esiste, che non è risuscitato dai morti, io credo che abbia torto: posso fare affermazioni che sono vere, ma non posso impacchettare tutto. L'eresia incomincia esattamente quando qualcuno afferma di conoscere l'intera verità. L'eresia consiste nel rinchiudere Dio in una scatola, nel ridurlo in un piccolo abbozzo di verità. Il dogma, al contrario, cerca di allentare la nostra piccola presa possessiva, così che la verità si possa rivelare ancora di più: come disse Agostino, 'Dio è sempre più'. Il dogma mi spinge verso un viaggio verso la verità.

Son ben cosciente che l'uso contemporaneo di dogmatico significa proprio il contrario. Ma si tratta di un malinteso.

5 commenti:

Simona ha detto...

Ciao Luca,

ti leggo nomadico, io lo sono ancora di più.
Hai letto "testimoni della verità", di Radcliffe? è proprio nutriente. E quanto mai se ne ha bisogno in questo momento.

Buon cammino. Prima o poi ci si rincontrocia sempre.

Simona

marietto ha detto...

Pronto a rileggerti!
tuo Mario

Anonimo ha detto...

ci provero'.
voi quando venite a trovarmi, che abitate vicino (sia mario che simona)?
luca

riccardo u. ha detto...

Condivido senz'altro queste parole.
Spesso, come diceva Fromm in "Psicanalisi e religione" (che nello spirito vedo affine a questo scritto) ci costruiamo degli "idoli di parole", il che ci rende idolatri o comunque, ci allontana da Dio.
Passa sul mio blog, se vuoi(benchè in confronto al tuo possa sembrare frivolo).
Ciao.

triccardo u. ha detto...

l'indirizzo è:
riccardo.uccheddu.blogspot.com
Partrop non so lasciare il link.