domenica 3 febbraio 2013

Un bambino per tutti?

La scorsa settimana Roberto Saviano ha scritto, con la solita maestria e concisione, un articolo per l'Espresso a favore dell'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Il tema è "molto caldo" e il pezzo di Saviano mi sembra un ottimo punto di partenza per rifletterci sopra.


Saviano presenta tre argomenti, un corollario e un suggerimento.
Il primo argomento è che la famiglia non è un concetto biologico, ma storico, soggetto a mutare nel tempo e a seconda della cultura ambiente. Il secondo è che ciò che conta davvero nell'adozione è l'amore che la motiva. Il terzo è che è preferibile affidare i bambini a nuove forme di famiglia, piuttosto che lasciarli in stato di abbandono.

Il corollario è che la Chiesa non dovrebbe permettersi di intervenire nel dibattito pubblico cercando di condizionare una legislazione che vale per tutti, e non solo per i cattolici.

Il suggerimento è di orientare il dibattito su quali siano i criteri che consentano di capire se il nucleo familiare in fieri è in grado di adottare oppure no. Sicuramente quest'ultimo suggerimento va accolto e, per farlo, bisogna rispondere proprio ai tre argomenti riportati da Saviano. Poi aggiungerò qualche considerazione sul corollario.


1. E' sicuramente vero che esistono e sono esistite diverse forme di famiglia diverse dal modello biparentale. Tutti questi tipi di famiglia, però, hanno un minimo comune denominatore: la presenza di almeno un uomo e di almeno una donna, legati tra loro stabilmente al fine di procreare. Sicuramente, le nuove forme di famiglia non partecipano di questo minimo comune denominatore. E', quindi, per lo meno legittimo, chiedersi se siano davvero tali, se non altro al fine di comprendere cosa si vuole intedere quando si dice "famiglia".

Non è questione secondaria e si nasconde dietro a tutte le concretissime argomentazioni sul tema delle adozioni: la famiglia è l'istituzione deputata alla generazione dei figli e alla loro educazione oppure no? Lo stato ha il compito di favorirla e sostenerla, anche operando una discriminazione positiva in termini di sussidi e protezione legale, oppure no? Lo sviluppo tecnologico ed economico sta sradicando le antiche certezze a questo proposito. Ciò non può voler dire, però, che la legge debba permettere di fare tutto ciò che la tecnica rende possibile e che il desiderio di genitorialità prevalga, in termini legislativi, sui diritti dei figli. Come trovare il giusto equilibrio? La questione è nuova, delicata e complessa. Non l'affronterò qui (anche perché non ne sarei in grado), però vorrei sottolineare come sia questo l'autentico sfondo a tutto il dibattito sulle adozioni.

2. In ogni caso, e vengo al terzo degli argomenti, la diversità di genere non è solo una necessità biologica ai fini della procreazione, ma ha anche un valore fondamentale nell'educazione di un bambino. Poter godere di una figura genitoriale femminile e di una figura genitoriale maschile si configura come un autentico diritto del bambino, sebbene non il solo. Certo, l'amore è, come sostiene Saviano, il requisito più importante per accogliere un bambino, ma questo non lo si può misurare né dimostrare. Inoltre, da solo, non basta. Sono necessari tanti altri requisiti, alcuni sono di carattere economico, altri sono relativi alla stabilità della coppia, ma tra questi la diversità di genere dei genitori non può essere considerata l'ultima.

Il punto, vorrei ribadire, non è se una persona omosessuale possa essere o meno un buon genitore, ma se quella struttura della "famiglia in fieri", che comprende due uomini o due donne o un solo uomo o una solo donna, sia la più adeguata ad accogliere un bambino.

3. L'ultimo degli argomenti menzionati rende gli altri due irrilevanti, tanto che lo stesso Saviano lo pone a conclusione al suo articolo:
Ciò che las­cia sgo­menti è che molte per­sone cre­dono che un bam­bino possa essere più felice senza una famiglia, a vivere in isti­tuti di accoglienza, piut­tosto che avere due mamme o due papà che pos­sano vol­er­gli bene e dedi­care le loro vite a lui.
E' un argomento fortissimo. Io mi limiterò a notare che, preso in tutta la sua forza e nel suo rigore, introduce il seguente principio: criterio sufficiente per l'adozione è che la situazione di arrivo del bambino sia migliore di quella di partenza.

Si tratta di un criterio comparativo difficile da gestire per almeno due ragioni. La prima è come e a chi compete valutare la situazione di partenza. Se questa è "l'inferno" (e magari lo è a prescindere, in ragione dell'adottabilità del bambino), allora ogni richiedente andrà bene e si potrà, a buon diritto, "snellire le pratiche", come coerentemente richiede lo stesso Saviano. La seconda ragione è che un criterio comparativo presuppone anche una graduatoria dei potenziali genitori adottivi: chi sarà l'adottante ideale e chi sarà così fortunato da venirgli affidato? e chi finirà con l'ultimo in classifica? E' meglio un single ricco o una coppia etero povera? Una coppia gay o una coppia lesbica? E così via.

Oltre alle suddette ragioni ed in radice ad esse, rimane la domanda se sia giusto o meno che lo Stato crei per legge delle situazioni familiari non ottimali per i propri cittadini.

Comunque la si pensi, la conseguenza di questo approccio è proprio ciò che Saviano nega di voler fare, e cioè "un abbassare il livello di guardia negli affidamenti".


Il corollario, infine. Secondo Saviano la Chiesa non avrebbero il diritto di condizionare le leggi di paesi laici. Che i cittadini di un paese laico, qualunque sia la loro confessione, abbiano il diritto di manifestare la propria visione del bene comune e di votare di conseguenza mi pare una cosa talmente ovvia che, con buona pace di Saviano, non ne vale la pena nemmeno discuterne

E' lo Stato, piuttosto, che ha il dovere di fondare la legittimità della propria legislazione non su argomenti di derivazione confessionale, ma su argomenti di ragione. Ed è proprio con questo tipo di che, convincenti o meno, la Chiesa sta contribuendo all'attuale dibattito. Spero che questo mio breve scritto ne sia una piccola dimostrazione.




11 commenti:

Flip ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Flip ha detto...

X il Corollario
Ah come sarebbe bello avere una Chiesa del silenzio! Ma non che stia zitta, o che taccia... tutti abbiamo il diritto di dire la propria opinione, ma non quello di imporla come unica soluzione e/o come la più corretta!
Nel silenzio si contempla, si medita, si studia; è nel silenzio che si concepisce la Parola... ah come sarebbe bello avere una Chiesa che, nel silenzio della testimonianza, genera parole di vita per ognuno dei suoi figli.

X l'Argomento
L'Amore accoglie per sua natura... dove vi è colui o colei, o una coppia che accoglie una vita per farla crescere, per aiutarla a maturare, per educarla alla realizzazione di sè... ad una vita basata sui valori allora l'Amore fa il suo naturale percorso di donazione.

AndreaRM ha detto...

Mi scusi, mi citerebbe per cortesia le fontio scientifiche delle sue affermazioni?
Altrimenti sarebbero solo sue affermazioni e non capisco allora il corollario finale su cosa dovrebbe fare lo Stato che, come dimostra la recente sentenza della corte costituzionale sul caso del bambino vivente con la mamma e la neo-compagna, si basa sull'evidenza di prove scientifiche e non su giudizi o pre-giudizi.
Grazie!

fLop ha detto...

x Andrea: Immagino che lei si stia riferendo al valore educativo della diversità di genere all'interno di una famiglia.

La verità è che non esistono "prove scientifiche" che possano confermare o smentire la mia ipotesi, dal momento che non esiste ancora un numero di coppie stabili omosessuali con bambini statisticamente confrontabile con quello delle coppie eterosessuali (al proposito può consultare Loren Marks 2002).

Quindi i miei sono puri pregiudizi (come del resto quelli di chi non la pensa come me). Sono, però, basati sulla mia esperienza concreta di figlio, un'esperienza che - credo - sia condivisa da molti.

Infine, mi scusi, ma la sua richiesta parte dal presupposto che l'unica forma di ragione possibile è quella che si basa sull'evidenza scientifica. Mi pare un po' riduttivo.

x flip: sul corollario: ti piacerebbe, eh? ;)

Flip ha detto...

Complimenti fLop, allora frati e Chiesa Cattolica quindi vanno avanti a pregiudizi... Bene, bene! Eh sì, predica bene e si...
Complimenti!

Può capitare di crescere con genitori eterosessuali e da questi essere anche non amato e maltrattato... non educato all'Amore!

Può capitare di crescere con genitori omosessuali e da questi amato ed educato alla vita!

E a proposito di esperienza concreta di figlio ti propongo la testimonianza di Matthew, 12 anni, davanti alla corte della House Judiciary Committee, descrivendo come è cresciuto con genitori dello stesso sesso.

"Se veniste in casa nostra, sentireste l'affetto che proviamo l'uno per l'altro. Noi ridiamo un sacco, parliamo molto dei nostri sentimenti, ci confrontiamo, e siamo reali.
Avere genitori gay ha cambiato la mia vita in meglio. Sono più consapevole, comprendo meglio le differenze nel mondo, e sono molto più aperto, più disposto ad accettare.
Che i miei genitori possano avere un matrimonio gay non cambierà la nostra vita, ma cambierà il modo con cui il nostro Stato e l'altra gente vede la nostra famiglia - normale, proprio come ogni altra."

holdingtrevor.blogspot.it

http://www.providencejournal.com/topics/photos/photo-story/20130115-against-and-in-favor-of-same-sex-marriage.ece?ssimg=857148

http://www.youtube.com/watch?v=Y9Fmm9z5o9g


fLop ha detto...

Caro Flip,
il pregiudizio che mi si imputa è il seguente: "La differenza di genere della coppia parentale è un valore per l'educazione dei figli".

E' un pregiudizio (o forse potremmo dire semplicemente un'opinione) perché non ci sono ricerche scientifiche che la provino. Ma è pregiudizio anche l'opinione contraria. Ogni opinione su questo tema è pregiudiziale e non può essere altrimenti. Potrei quindi replicare: da che pulpito...

In ogni caso, visto che la coppia genitoriale eterosessuale è la norma e che dove essa manca (causa separazioni o altro) il figlio ne soffre (e questo mi pare sufficientemente attestato), credo che l'onore della prova spetti a chi non crede al valore educativo della differenza di genere, e non il contrario.

In ogni caso sostenere che "non è provato"... quindi "(non) è vero", è un sofisma che vale poco.

Chi ritiene che abbia torto lo può fare per due ragioni:
a) ritiene che la diversità di genere non sia importante tout-court per l'educazione dei figli,
b)ritiene che sia importante, ma non indispensabile ai fini dell'adozione.

In entrambi i casi discendono le conseguenze che ho cercato di mostrare nel mio post e con cui bisogna in un qualche modo confrontarsi.

Infine, faccio notare che non ho mai sostenuto che l'amore non sia il fattore più importante per l'educazione dei figli, ma che non è nè l'unico nè tantomeno sufficiente.

ciao

Flip ha detto...

Amato fratello, lo sai che io sono un uomo semplice e non ho dimestichezza con le parole... so solo che l'amore è la base di qualsiasi rapporto che desideri generare vita!

I figli di separati soffrono la separazione, la mancanza di una testimonianza d'amore... soffrono perché a volte sono trattati come oggetto di contenzioso ecc... non perché venga a mancare la figura genitoriale.

E quanti bamini crescono con un solo genitore?
Quel genitore, biologico o adottivo, svolgerà le sue capacità genitoriali: nutrirà, farà crescere, educherà il bambino.

Credo che ogni persona che ha le competenze genitoriali, che conosce la responsabilità di educare, far crescere e custodire potrà essere un genitore per quel bambino per quella bambina, perché (detta a parole semplici) le saprà far da padre e da madre.

E se tali persone vivono in coppia con i caratteri della esclusività, della stabilità e della responsabilità, qualsiasi tipologia di coppia questa sia, meglio ancora, perché chi sa educare sa condurre alla vita.

Ecco perché la differenza di genere della coppia parentale non è l'essenziale per l'educazione dei figli.

Ciao Fratello

fLop ha detto...

Se questo (La differenza di genere della coppia parentale è un valore per l'educazione dei figli) è un pregiudizio,

questa (lo sai che io sono un uomo semplice e non ho dimestichezza con le parole) è sfacciatissima falsa umiltà! ;)

a proposito: ti sei fatto incenerare per bene ieri?

Flip ha detto...

No, non sono piu praticante... Son metacattolico! :)

Flip ha detto...

In ogni caso, il mio non è un pregiudizio! Io ho cercato soltanto di evidenziare le condizioni di possibilità della genitorietà!
Spero di esser chiaro:

Non ho detto:"La differenza di genere della coppia parentale non è un valore per l'educazione dei figli"

Bensì: "la differenza di genere della coppia parentale non è l'essenziale per l'educazione dei figli"

Nel processo educativo la differenza di genere (qui bisognerebbe distinguere tra genere e sessualità, cosa che abbiamo tralasciato in tutta questa serie di botta e risposta dando per scontato l'accezione che un cattolico come te possa darne) è una ricchezza ed è un valore... ma non necessariamente la si deve trovare nella coppia adottiva...
perché i riferimenti maschili e femmili(oltre al genitore stesso che deve saper far da padre e da madre)si ritrovono nel mondo quotidiano: parenti stretti alla coppia o single che adotta, amici, insegnati...

Io da buon genitore spiegherò a mio figlio a mia figlia la vita con le sue differenze incluse le differenze sessuali e le diversità di genere...

Il pregiuzio, a monte della questione adottiva, è tutto dalla parte di coloro che non riconoscono la naturalità dell'amore di persone dello stesso sesso.


Ribadisco che sono un uomo semplice e non ho dimestichezza con le parole; perché vi è una moltitudine di gente più preparata e che sa scrivere le cose meglio e più velocemente. :)

Ciao fratello io chiudo questa Quaestio:

Non un Bambino per tutti, ma un Bambino per quanti hanno le capacità di essere genitori!






fLop ha detto...

però c'è una bella differenza se la differenza di genere è nella coppia o in amici e parenti. e una cosa e spiegare ed un'altra farne esperienza.

vabè, ne riparleremo personalmente.
intanto buon voto.