Chissà se ne ha mai parlato un qualche maestro di spiritualità - magari Pacomio
o Agostino o forse Bossuet... in fin dei conti si tratta di una delle più infide insidie per la vita consacrata. Mi sto riferendo al vizio di etichettare il nostro prossimo. Come per ogni vizio si inizia con poco, ma si rischia di finire davvero male.
Per quanto ne posso capire io, il vizio delle etichette ha uno sviluppo in tre fasi:
mercoledì 2 novembre 2011
domenica 16 ottobre 2011
In cella
Entrando in un convento potrebbe capitarvi di esclamare: "Miseria! Assomiglia a una prigione!". Analogamente, entrando in una prigione potreste pensare: "Sembra un convento!". Le somiglianze architettoniche non sono poche, ma se si aggiungono sbarre e inferriate, che una volta ornavano i nostri conventi, diventano addirittura lampanti. Ad esse si aggiungono quelle lessicali: il frate dorme in una cella, proprio come il recluso... e sicuramente in giro per il mondo esista ancora qualche recluso in nome di Dio.
martedì 11 ottobre 2011
Vogliateci bene
Durante il rito della professione semplice, io e gli altri frati novizi ci siamo prostrati a terra, le braccia allargate a formare una croce. Allora il padre provinciale ci ha domandato: "Che cosa chiedete?" e noi abbiamo risposto: "La misericordia di Dio e la vostra!"
venerdì 7 ottobre 2011
(Domeni)cani e no
L'altro giorno il mio Provinciale, durante una chiacchierata telefonica, mi ha ricordato che i frati predicatori "sono domenicani e non cani". Riponendo la cornetta mi sono chiesto: ma non dovrebbe essere proprio così?
"Cane" non è un complimento - per lo meno dai tempi del profeta Isaia. Così gli Israeliti usavano insultare i pagani: cani. Gesù non è da meno e, assai poco cavallerescamente, paragona a dei cagnolini una donna greca, che gli chiedeva di liberarle la figlia da un demonio.
"Cane" non è un complimento - per lo meno dai tempi del profeta Isaia. Così gli Israeliti usavano insultare i pagani: cani. Gesù non è da meno e, assai poco cavallerescamente, paragona a dei cagnolini una donna greca, che gli chiedeva di liberarle la figlia da un demonio.
Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». [Mc 7,27]"I cani", però, nel vangelo di Marco fanno una figura molto migliore dei "figli".
mercoledì 5 ottobre 2011
Il miele dalla roccia
Dopo due anni di sonno, questo blog si risveglia. Nel frattempo io ho vissuto un anno di pre-noviziato, raccontato qui, e un anno di noviziato, lontano dalla rete e dalle sue tentazioni.
Questo blog cambia nome, perchè è cambiata anche la mia vita. Da oggi si tratterà di raccontare la dolcezza e la durezza della vita religiosa domenicana, in Domino ac Dominico.
domenica 1 novembre 2009
domenica 12 luglio 2009
Da Biban
Still #4 - Beyond me
Da Biban, sull'orlo del catino, la sera si vedono le luci della città. E se ne sentono le musiche. Si sente il canto dei muezzin di tutti i minareti, e gli ottoni di una brass band: idioti, e inconsapevoli autori della bellezza di Sarajevo.
Da Biban, sull'orlo del catino, la sera si vedono le luci della città. E se ne sentono le musiche. Si sente il canto dei muezzin di tutti i minareti, e gli ottoni di una brass band: idioti, e inconsapevoli autori della bellezza di Sarajevo.
lunedì 29 giugno 2009
Vita al quadrato
Ci sono vacanze che sono speciali. Sono quelle che parti in viaggio con gli amici, quando si forma quell'atmosfera di complicità, intimità e allegria. La gioia di stare insieme si afferra, si mangia, si beve, si fuma.
Quando le vacanze sono speciali si è in uno stato permanente di ebrezza, che non è dovuto solo alla rakja seccata a forza di brindisi. Sono anche una seduta semi-permanente di autocoscienza. Si svuota tutto. Si fanno le ore piccolissime a raccontarsi, a discutersi, a consigliarsi, a prendersi per il culo. Si cambia idea, si impara l'uno dall'altro, si spezzetta la propria identità e la propria storia in percentuali. Si fanno anche cose stupide o che non avremmo mai fatto in altri luoghi e contesti. Si ammirano le bellezze locali, per strada o dall'alto di un minareto.
Le brass band, il canto del muezzin e il silenzio nello scheletro della biblioteca bruciato dalle cupe vampe fanno da contorno, sono solo la colonna sonora, perchè quello che conta è che, per qualche giorno, si vive al quadrato. E quando si torna a casa, guardando la pista di un aeroporto o il mondo dal finestrino di un treno, si sente un bel buco nello stomaco. Come se ci avessero strappato via un pezzo di noi. Come se non avessimo davvero vissuto se non in quella settimana.
Quando le vacanze sono speciali si è in uno stato permanente di ebrezza, che non è dovuto solo alla rakja seccata a forza di brindisi. Sono anche una seduta semi-permanente di autocoscienza. Si svuota tutto. Si fanno le ore piccolissime a raccontarsi, a discutersi, a consigliarsi, a prendersi per il culo. Si cambia idea, si impara l'uno dall'altro, si spezzetta la propria identità e la propria storia in percentuali. Si fanno anche cose stupide o che non avremmo mai fatto in altri luoghi e contesti. Si ammirano le bellezze locali, per strada o dall'alto di un minareto.
Le brass band, il canto del muezzin e il silenzio nello scheletro della biblioteca bruciato dalle cupe vampe fanno da contorno, sono solo la colonna sonora, perchè quello che conta è che, per qualche giorno, si vive al quadrato. E quando si torna a casa, guardando la pista di un aeroporto o il mondo dal finestrino di un treno, si sente un bel buco nello stomaco. Come se ci avessero strappato via un pezzo di noi. Come se non avessimo davvero vissuto se non in quella settimana.
sabato 27 giugno 2009
Le memorie di Silvio
Rome, assez facile à la débauche, n'a jamais beaucoup apprécié l'amour chez ceux qui gouvernent.
M. Yourcenar - Mémoires d'Hadrien
domenica 7 giugno 2009
La vita eterna
Per il ponte del 2 giugno sono andato al Garda con Daniele. Siamo saliti sul suo furgone e... via, senza avere un percorso prestabilito, una prenotazione per la notte, dei tempi da rispettare. Avevamo, invece, tanto tempo davanti a noi e nessuno che ci corresse dietro. Penso che proprio questa sia l'essenza di una vacanza: godersi ogni istante e non dover pensare a cosa dover fare nell'attimo successivo. E' godersi la pienezza del tempo.Credo, anche, che, quando nel vangelo, si parla di vita eterna, si intenda una cosa simile. La vita eterna è, certamente, una vita senza fine, ma è anche e soprattutto una vita in pienezza, una vita in cui ogni singolo istante viene assaporato, gustato, goduto. Magari prendendo il sole in riva al lago di Garda.
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