Passare in silenzio la scorsa settimana e' stata una delle decisioni piu' saggie che abbia mai preso.
Ancora piu' saggio sarebbe rimanerci per i prossimi 12 anni.
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Leggere l'Herald Tribune fa sembrare un ottimo quotidiano perfino il Riformista.
domenica 20 aprile 2008
venerdì 11 aprile 2008
Orientalism. Edward Said
Se una critica alle scienze sociali e' doverosa, va fatta a viso aperto, non nascondendosi, come pare fare Said, dietro lo spauracchio del colonialismo.
Se i capi d'accusa sono:
1. La scienza e' una relazione di potere tra il soggetto che studia e l'oggetto che e' studiato.
2. La scienza rimuove la complessita' attraverso la creazione di categorie.
3. La scienza non e' un sapere oggettivo.
4. La scienza e' usata a scopi politici.
Allora tutte le accuse sono legittime e valgono anche per Orientalism, da condannare - senza possibilita' di appello - inesieme a tutti gli orientalisti.
Se i capi d'accusa sono:
1. La scienza e' una relazione di potere tra il soggetto che studia e l'oggetto che e' studiato.
2. La scienza rimuove la complessita' attraverso la creazione di categorie.
3. La scienza non e' un sapere oggettivo.
4. La scienza e' usata a scopi politici.
Allora tutte le accuse sono legittime e valgono anche per Orientalism, da condannare - senza possibilita' di appello - inesieme a tutti gli orientalisti.
venerdì 14 marzo 2008
In ogni lingua del mondo
La parola di Dio viene letta cantata proclamata in ogni lingua. Non importa che la capiscano tutti o uno solo: essa e' segno di accoglienza e unita'.
Il mondo ritrova la sua unita' in Cristo.
Il mondo ritrova la sua unita' in Cristo.
venerdì 8 febbraio 2008
Londra Luton - Parigi CDG: 07-02-08
15.00-17.00
Mi sono seduto vicino al finestrino per vedere Londra sotto di me, ma il cielo era coperto e cosi mi ho aperto il mio libro, l'ho richiuso. Ho chiuso gli occhi e mi sono addormentato.
Quando gli ho riaperti, sotto di me c'erano delle colline verdi di prati e boschi. 'Miseria!' ho pensato 'siamo sopra le downs. Ma dov'è il mare? e perchè voliamo cosi' bassi?'.
Ci metto qualche minuto per realizzare che non stavamo sorvolando il dolce Sussex, ma l'Ile de France, e che ci stavamo preparando all'atterraggio. Comunque mi viene subito una gran voglia di mettermi gli scarponi e camminarle tutte, quelle colline. Peccato che non abbia scarponi con me. Delle due mie paia, uno è in un angolo del sottotetto di Vittorio inviluppato in un sacco nero dell'immondizia. L'altro è nascosto nella cantina dei miei.
E' curioso che il simbolo del mio attuale stato nomade sia l'essere senza scarpe da camminare.
20.00-22.00
Ana e Tomek sono proprio dei grandi, quanto casa loro è piccola. Braciole di agnello, couscous e vino per cena. Poi usciamo. Prima si sale su Belleville, da dove si vede tutta Parigi luccicare. Poi finiamo in un bar. Manco a cercarlo. Due ragazzoni, chitarra e fisarmonica, si mettono a suonare canti tradizionali balcanici.
Bella la vita Parigi. Loro spergiurano che non è sempre cosi', ma io, almeno per oggi, non ci credo.
Si sposano ad agosto, a Belgrado. Chissà se ci potro' essere. Dubito.
Mi sono seduto vicino al finestrino per vedere Londra sotto di me, ma il cielo era coperto e cosi mi ho aperto il mio libro, l'ho richiuso. Ho chiuso gli occhi e mi sono addormentato.
Quando gli ho riaperti, sotto di me c'erano delle colline verdi di prati e boschi. 'Miseria!' ho pensato 'siamo sopra le downs. Ma dov'è il mare? e perchè voliamo cosi' bassi?'.
Ci metto qualche minuto per realizzare che non stavamo sorvolando il dolce Sussex, ma l'Ile de France, e che ci stavamo preparando all'atterraggio. Comunque mi viene subito una gran voglia di mettermi gli scarponi e camminarle tutte, quelle colline. Peccato che non abbia scarponi con me. Delle due mie paia, uno è in un angolo del sottotetto di Vittorio inviluppato in un sacco nero dell'immondizia. L'altro è nascosto nella cantina dei miei.
E' curioso che il simbolo del mio attuale stato nomade sia l'essere senza scarpe da camminare.
20.00-22.00
Ana e Tomek sono proprio dei grandi, quanto casa loro è piccola. Braciole di agnello, couscous e vino per cena. Poi usciamo. Prima si sale su Belleville, da dove si vede tutta Parigi luccicare. Poi finiamo in un bar. Manco a cercarlo. Due ragazzoni, chitarra e fisarmonica, si mettono a suonare canti tradizionali balcanici.
Bella la vita Parigi. Loro spergiurano che non è sempre cosi', ma io, almeno per oggi, non ci credo.
Si sposano ad agosto, a Belgrado. Chissà se ci potro' essere. Dubito.
giovedì 7 febbraio 2008
La verità (e il domenicano)

In definitiva la verità a cui aspiriamo è Dio, che ha creato tutto e a cui tutto ritorna. Come disse Agostino, i nostri cuori non trovano pace se non in Dio. Dio si rivela a noi nella persona di Cristo. Fatta questa coraggiosa affermazione, dobbiamo acquisire una certa umiltà di fronte a questa verità che è oltre la nostra portata. Questa verità ci è rivelata eppure ci supera. Non possiamo dominarla o semplicemente prenderne possesso. Acquino affermò - e questo è proprio il cuore della sua teologia - 'cosa sia Dio, noi non lo possiamo dire'. Le parole non possono racchiudere Dio, possono solo avvicinare il limite del mistero. Possiamo dire cose vere di Dio. Per esempio, posso dire che Dio è buono, che Dio è uno, che Cristo è risorto dai morti... ma non possiamo veramente sapere cosa significhi. Non posso sapere cosa significhi per Dio essere Dio.
Dire che Dio è oltre la nostra comprensione, non significa che non è possibile affermare alcunchè di vero. Se qualcuno dice che Gesù non esiste, che non è risuscitato dai morti, io credo che abbia torto: posso fare affermazioni che sono vere, ma non posso impacchettare tutto. L'eresia incomincia esattamente quando qualcuno afferma di conoscere l'intera verità. L'eresia consiste nel rinchiudere Dio in una scatola, nel ridurlo in un piccolo abbozzo di verità. Il dogma, al contrario, cerca di allentare la nostra piccola presa possessiva, così che la verità si possa rivelare ancora di più: come disse Agostino, 'Dio è sempre più'. Il dogma mi spinge verso un viaggio verso la verità.
Son ben cosciente che l'uso contemporaneo di dogmatico significa proprio il contrario. Ma si tratta di un malinteso.
mercoledì 6 febbraio 2008
martedì 5 febbraio 2008
La rivoluzione è finita
Ho lasciato il lavoro. Dopodomani lascerò anche Londra. Farò una breve tappa a Parigi e poi mi dritto fino a Taizè, giusto in tempo per l'inizio della quaresima.Avevo iniziato la mie esperienza come educatore in una casa di sei persone disabili con l'ambizione di imparare a guardare il mondo in una prospettiva diversa e la sicurezza di fare qualcosa di indiscutibilmente "giusto". Volevo fare la rivoluzione cominciando da me.
Ho scoperto, invece, che la purezza delle intenzioni non è cosa di questo mondo e che le bandiere senza macchia sono proprio poche. Ho scoperto di essere il meccanismo di un ingranaggio che punta alla riduzione dell'assistenza ai disabili, quelli stessi che credevo di dover aiutare. Paradossalmente, ogni ora di straordinario gratuito che ho fatto, è stato un aiuto a ridurre le tasse sui capitali finanziari e a tagliare lo stato sociale, perchè la priorità è ridurre la pressione fiscale anche se lo si fa sulla pelle dei disabili.
Posso ringraziare di essermene reso conto. Ho anche imparato quanto sia difficile lavorare con persone così diverse da me (per cultura, età, prospettive) e quanto sia importante dire di no, sapendo bene il perchè e anche se costa e sarebbe più facile dire di sì.
Londra è stata una città che scoppia di opportunità, eppure mi ha fatto sentire un po' solo, anche se ero sempre in mezzo alla gente. Mi è mancata una comunità e una militanza, perchè non si vive di solo lavoro e discoteca. Vado chiedendomi se il futuro sia proprio come Londra.
Ora incomincia un'altra storia e un'altra avventura. Il blog cambierà nome, ragione sociale e frequenza, sempre che sopravviva.
venerdì 1 febbraio 2008
Blog che fanno pensare, 01-02-08
Qualche settimane fa Innoxius molto gentilmente mi segnalò in una specie di gioco chiamato "Blogger Thinking Award". Ora il gioco è probabilmente finito, il premio è stato assegnato e così sia. Io, oramai fuori tempo massimo, ne approfitto e rilancio. Un pretesto per segnalare qualche blog che sta da tempo tra i miei link ma che non ho mia avuto occasione di pubblicizzare.1. Berlicche: blog ultra-cattolico, ciellino, conservatore, intollerante, clericalista. L'autore fa probabilmente uso di cilicio. Provare per credere.
2. Oscar Ferrari: blog bolzanino, no peggio, di laivesotto. L'autore coltiva mele che vengono vendute dalla Lidl in tutta la Gran Bretagna, compone canzoni demenziali ed è socio fondatore del Partito Per Tutti. Tutto questo molto prima di Beppe Grillo. Qui si spera che accessorizzi presto il suo blog con feedbruner.
3. Toppe: ora che ci penso è l'unico blog femminile in lingua italiana che leggo regolarmente. Io sarò un maschilista esterofilo, però Toppe è una signora di blog, un mondo con poesia. Anche in questo caso feedburner è urgente.
4. Cuoredicane: blog anarcociciclista, già anarconanista (poi, quando pare, è andato in ciclo-tour di nozze). L'autore fa probabilmente uso di manette e frustini. A volte è geniale, ma non si applica. Se si applicasse, sarebbe il miglior blog dell'universo. Molto meglio di Beppe Grillo.
5. Brigante: antropologo a tempo perso, è post-post-moderno, scrive i suoi post con caratteri impossibili e flirta con i reduci del '68. L'autore fa probabilmente uso di filosofi francesi alla moda, sniffandoli a strisce o, nei momenti di depressione, via endovenosa nei cessi dei circoli arci di Bologna. Dice che guattarì è la roba migliore. Ha sempre e sistematicamente torto, ma ha sempre e sistematicamente più ragione di me.
martedì 29 gennaio 2008
Disabilità politica
1. Democrazia e mercato si basano su un fondamento comune: un principio che chiamo qui di responsabilità personale secondo il quale ognuno è la persona più adatta a giudicare quale sia il proprio benessere e come ottenerlo. Questo è l'esatto contrario del paternalismo. Infatti, nessuno meglio di noi stessi sa quale partito ci saprà rappresentare in parlamento o quale prodotto vogliamo comprare al supermercato.2. L'estensione della responsabilità personale è potenzialmente universale. Ci sono però delle eccezioni. Si tratta dei disabili politici. A questa categoria appartengono tutte quelle persone che non sono in grado di prendere decisioni di carattere politico ed economico. Disabili politici sono sicuramente tutti coloro che soffrono di disabilità mentali o gravissime disabilità fisiche e forse anche coloro che vivono in situazioni di estrema deprivazione economica. L'aspetto caratterizzante di ogni disabile politico è la propria dipendenza da altre persone per la propria sopravvivenza. Non è raro che diverse forme di dipendenza (mentale, fisica, economica) si sovrappongano. In altri termini, i disabili politici sono coloro che non sono in grado di emanciparsi dal principio paternalistico.
3. La figura del disabile politico non è pensabile al di fuori di mercato e democrazia. Al tempo stesso ne rappresenta una contraddizione. Nel contesto di una società liberaldemocratica, l'assistenza ai disabili politici entra, per così dire, nel pallone. Attraverso stato e mercato ogni tipo di servizio (pubblico o privato) viene fornito a fronte di una capacità di far valore i propri interessi (politicamente o economicamente). Il disabile politico, per definizione, è proprio colui che è incapace di far valere questi interessi. La contraddizione risiede nel fatto che, mentre il servizio è ufficialmente diretto al disabile politico, esso in realtà è strutturato per venire incontro ad interessi differenti da quelli del disabile. Il disabile politico è, per così dire, un errore di sistema.
4. Un esempio. Prendiamo il caso del disabile mentale. Sarebbe possibile organizzare la sua assistenza attraverso il mercato? Con un sistema a voucher, per esempio? La risposta è no, perchè il disabile non è in grado di comprare l'assistenza. Ha bisogno di qualcuno che ne faccia le veci, che compri per lui e valuti per lui la soddisfazione dell'acquisto. Rimane da chiedersi se quello che il vicario privilegerà è la comodità sua (in termini di tempo libero, ad esempio) o quella del disabile. Lo stesso discorso è valido in un sistema di assistenza pubblica, dove a votare i policy makers sarà il vicario,con il forte sospetto che, siccome il voto è uno, non privilegi i propri interessi rispetto a quelli del disabile.
5. Se la disabilità politica è l'impossibilità di prescindere dal paternalismo anche in una società di democrazia e mercato, essa diventa un problema acuto nel momento in cui anche la più solida delle istituzioni paternalistiche, al famiglia, si assottiglia. E' sempre più difficile trovare vicari, persone che si sentano responsabili per il disabile. I disabili vivono più a lungo, sopravvivono ai genitori, che comunque non sarebbero in grado di tenerli in casa propria e li affidano a strutture extra-familiari. La risposta correntemente data a questo problema è ambigua. Da un lato, governo e associazioni, incoraggiano l'indipendenza e l'autonomia del disabile politico e questo significa anche recidere i legami di responsabilità che altri (la famiglia, la comunità) hanno verso di lui. Dall'altro, promuovono la creazione di figure alternative che facciano le i vicari dei vicari tradizionali, come l'advocate o famiglie affidatarie. L'advocate è, forse, la figura più interessante, perchè è terza rispetto al disabile e al fornitore (pubblico o privato) del servizio sociale. E' un persona che nel tempo libero si dedica a dare voce a chi non ha voce. Essa rappresenta l'essenza del vicario.
6. E' possibile uscire dal dilemma? Magari producendo un principio di responsabilità reciproca? O sono immaginabili solo soluzioni provvisorie, come quella dell'advocate?
lunedì 28 gennaio 2008
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