mercoledì 19 settembre 2007

Scuola e assimilazione: qualcuno mi spieghi il Sudtirolo

Io è da un po' che sono in giro per l'Europa. Vivo ormai da due anni a Londra, parlo l'inglese, guardo la televisione inglese, bevo il thè a getto continuo e sto persino imparando ad apprezzare la cucina locale. Quando vado al lavoro passo anche davanti ad una scuola e devo districarmi tra sciami di bambini di tutte le razze, etnie, lingue e culture del pianeta. Alcune bambine hanno il velo, altre i rasta. Alcuni a casa parlano polacco, altri somalo. In classe parlano tutti inglese. E pure nascendo e crescendo in Inghilterra, tutta questa gente si rifiuta ostinatamente di diventare "british", anzi è tutta una gara ad esaltare le proprie origini etnico culturali. Al punto che, siccome lavoro con una ragazza autistica sì, ma tamil, ho dovuto imparare a cucinare anche chapati e curry. A Bolzano il tema scuola è sempre stato un tema bollente (non come a Trento dove si discute di quisquilie laiciste). No a Bolzano sulla scuola si fa sul serio. La giunta provinciale altoatesina ha recentemente approvato un disegno di legge sulla scuola elementare, che ha fatto scoppiare un casino. Non tanto perchè la scuola altoatesina dovrà promuovere
una cultura della cittadinanza europea fondata radici cristiane,
ma perchè non fa esplicita menzione della possibilità di insegnare una materia qualsiasi (tipo la matematica) nella seconda lingua (tipo il tedesco per gli italiani). Ora, questa possibilità è vista come fumo negli occhi dalla svp (il gruppo di raccolta tedesco), mentre gli italiani stanno facendo carte false per averla. Il problema per la svp è che una scuola dove si insegna metà in italiano e metà in tedesco non è una scuola etnicamente divisa e in una scuola non etnica ci vanno bambini di entrambi i gruppi linguistici.

Non sia mai! Perchè sarebbe la fine della separazione etnica altoatesina, e, quel che è peggio, l'inizio dell'assimilazione dei tedeschi all'Italia. Infatti, la lingua veicolare sarebbe sicuramente l'italiano (sia per gli italiani che per i tedeschi, che, si sussurra, se non possono parlare dialetto preferiscono la lingua di Boccelli a quella di Rammstein) e se uno parla sempre in italiano alla fine, così si ragiona in casa svp, diventa per forza italiano.


Se è così, i sudtirolesi di madre lingua tedesca sono un caso unico al mondo! Quello che succede nel mondo vero (cioè sopra il Brennero e sotto Salorno) è che le diversità si esaltano nello stare vicine. Se uno sta a stretto contatto con uno di un'altra lingua e cultura, non sente forse due volte forte la propria identità? Perchè da noi dovrebbe essere diverso?
Forse la verità è che la nostra giunta queste cose le sa benissimo. Ed è proprio questo che vogliono evitare! tedeschi sì, ma non troppo.

2 commenti:

mary ha detto...

Stavolta (!) ti approvo appieno!! Sto seguendo la diatriba...anche perché da altoatesina doc come te (sempre altoatesina resto, non provare a metterlo in discussione) sento caro il tema dell'assimilazione, dell'identità non solo linguistica, ma culturale e sociale. Mah...Domani parto per una tre giorni a Scampia! Ti dirò
Baci carissimo Mary

luca ha detto...

è un mondo difficile, mary. in bocca al lupo per napoli!