giovedì 27 settembre 2007

Viva i Birmani!

Soprattutto perchè hanno il buon gusto di non venire a fare i rifugiati a spese nostre.

12 commenti:

Rhadamanth ha detto...

Voleva essere una battuta?

Anonimo ha detto...

No, voleva essere la dimostrazione che Luca è meglio di noi, perché lui pensa a tutti.
Tranquillo, Luchì, il paradiso non te lo toglie nessuno ormai.
Noi poveracci, però, siamo tra quelli che sanno distinguere tra la solidarietà umana per i rifugiati e la solidarietà politica per i manifestanti che chiedono democrazia. Dico noi che facciamo parte di un aggregatore "politico" e non semplicemente umanitario. Ma la sete di santità a volte acceca.

meslier, l'inumanitario

luca ha detto...

ragazzi scusatemi, sono stati in piscina oggi pomeriggio e non mi sono messo gli occhiali, per cui la mia autonomia visiva di fronte al computer era molto ridotta e ho dovuto scrivere in fretta.

certo voleva essere una battuta, ma non necessariamente divertente. il sottotesto è questo:
1. della birmania so pochissimo. una cosa, però, che so è che ha pochi legami col mondo. le celebri diplomazie occidentali hanno voglia di reclamare sanzioni... per sanzionare qualcosa bisogna avere gli strumenti. l'unico strumento che, secondo me, può aiutare a cambiare qualcosa è concedere asilo a tutti i cittadini birmani (ma anche nordcoreani, volendo) che ne facciano richiesta: i cittadini se non possono votare con le mani, voteranno con i piedi... questo però è tabù: infatti richiederebbe uno sforzo che va oltre le belle parole.

2. i governi occidentali (soprattutto quello inglese, ma, immagino, pure quello italiano) hanno una bella faccia di bronzo a fare il tifo per la rivoluzione birmana, quando rendono praticamente impossibile ottenere asilo (e poi una vita dignitosa) per chi fugge, rischiando la vita, da regimi simili a quello birmano.

caro meslier, della solidarietà che non costa nulla non so cosa farmene, e nemmeno di quella che fa distinzioni in base alle mode del momento. domani vestirò anch'io di rosso, ma avendo bene in mente che il vero aiuto che possiamo dare è una critica serie alle nostre politiche di asilo.

Anonimo ha detto...

"della solidarietà che non costa nulla non so cosa farmene".
Sì, capisco che per la tua visione "penitente" della carità scrivere due paroline è un po' pochetto. Però, un blog è questo, mio caro. E' fatto di parole. E tra un post su quanto è di sinistra Veltroni (o quanto non lo è) e uno di solidarietà ai birmani, preferisco il secondo, senza chiedere lo scontrino per vedere quanto è costato farlo, e non mi ci metto a sputare sopra (che sarebbe come dire: torniamo a parlare di Veltroni, Valerio Pieroni ecc.).

"della birmania so pochissimo". Come tutti, credo. Ma forse un po' meno. Ad esempio non sai che il problema non è l'asilo, quanto il fatto che nessuno interviene credibilmente (ti pare efficace chiedere ai generali "moderazione"? come dire, reprimete ma non troppo). Il problema vero precede quello che ti poni tu. E il tam tam dal basso, anche folkloristico, ipocrita, modaiolo, a costo zero (mi va bene tutto), forse un fine ce l'ha: fare pressione SUI PROPRI GOVERNI, che, come sai (o forse no) hanno interessi economici in Birmania (tutti, dall'Italia all'Inghilterra, passando dalla Francia).
E non c'è solo la solidarietà, non c'è solo quello che noi diamo a loro, ma quello che loro danno a noi. Quei monaci sono un esempio di metodo, secondo me. Sì, lo so, non hanno letto Dossetti, non credono in Cristo, non recitano il rosario. Ma nessuno è perfetto.
Poi naturalmente puoi credere che i blog siano inutili. Ma, visto quello che sei e sei stato, non saresti credibile.
Un abbraccio a costo zero.
meslier

dottorTroy ha detto...

Ti quoto, mi piace il realismo senza ipocrisia..

luca ha detto...

meslier, non capisco. anzi, penso ci sia un grosso fraintendimento. ho scritto questo post pensando al governo inglese che rimanda in iran gli omosessuali, che vuole abolire lo human rights act e similia. ho anche pensato al rapporto italiano sul diritto d'asilo. avrei potuto pure pensare a tutti quei blogger che ora scrivono post su post sulla birmania, poi magari sostengono ogni misura atta a criminalizzare i richiedenti asilo politico.

e qui c'è una contraddizione: solidarizzare con le vittime di una dittatura quando vanno in piazza a farsi ammazzare, ma non essere pronti ad accoglierle quando fuggono mi sa molto di ipocrisia.

stranamente, quindi, il bersaglio del mio post non sono quindi i blogger o i manifestanti di sinistra, che, a me pare, siano coerenti nelle loro giuste posizioni in merito ai diritti umani e, per una volta, hanno smentito le accuse di americanismo.

o forse la parola d'ordine è di rimanere uniti e di stare a fianco a certa gente turandosi il naso?

x dottor troy: grazie.

3nom1s ha detto...

Caro Luca hai pienamente ragione. Anche se io stesso ammetto senza ipocrisia che a volte sono tentato a non voler accettare la posizione italiana del paradiso facile per chi si è stufato del suo paese...Ma poi penso ai nostri nonni e bisnonni. Non è che loro vennero trattati meglio al loro arrivo in America...Quindi mi ritrovo a pensare che forse è meglio farci carico delle vite di queste persone molto di più di quanto lo sarebbe ignorarle. Non c'è niente da fare mi sentirei in colpa.

Anonimo ha detto...

Hai ragione, c'è stato un fraintendimento. Una coincidenza temporale di post e la cripticità del tuo testo (l'ironia, infatti, poteva toccare vari aspetti della questione) l'hanno oggettivamente favorito.
Meglio essersi chiariti, comunque. La cosa, infatti, non mi piaceva affatto, soprattutto perché veniva da te. Accertati però che tutti quelli che si dicono d'accordo con te abbiano capito questo post.
Pace.

Anonimo ha detto...

ehm, l'anonimo come sempre sono io

meslier

luca ha detto...

x 3nom1s: la problematica dell'asilo politico non è facile. però, si potrebbe lanciare l'idea: invece di organizzare guerre per esportare la democrazia, adottiamo una crudele dittatura (una alla volta, per carità), sotto l'egida delle nazioni unite, o della nato, o dell'oecd (insomma quello che ci pare) e garantiamo asilo politico a tutti i cittadini di quel paese, senza stare a verificare se c'è un rischio di vita personale o generalizzato, e ci spartiamo i rifugiati. costa di più o di meno di una guerra? è più o meno efficacie?

x meslier: mi hai confuso con valerio? un po' mi offendi: anch'io sono un attaccabrighe, ma moderato! ;p cmq. da dottortroy ho lasciato un commento molto più chiaro al proposito.

3nom1s ha detto...

Mah, non saprei che risponderti perchè le due ipotesi assieme si sfiorano e allo stesso tempo si discostano da quello che è il mio ideale di Democrazia. Il problema credo risieda nel fatto che ci sono sempre fin troppi interessi ad amalgamare in un tutt'uno diritti civili, libertà, religione e benessere. Prendo ad esempio la Birmania, solo perchè è in essere un disagio sentitissimo a livello mondiale, e che tu dici di conoscere poco e che io ti dico che non ne so più di te. Ma di una cosa ne sono certo: è inutile stare qui a parlare di come fare per accogliere i profughi se in realtà ad iniziare un dialogo non ci sono allo stesso tavolo le Nazioni Unite e la Cina. Perchè la verità è che il paese che noi vorremmo salvare non è altro che ostaggio di accordi internazionali tra Shwe (il generale despota) e la Cina, che lo appoggia e gli fornisce le armi. In questo caso allora dovremmo parlare di anticinesismo, alla stregua di quello che ormai è il sentimento più in voga, l'antiamericanismo. Se vogliamo veramente aiutare quella gente, non serve fare politiche di asilo perchè credo che loro starebbero meglio lì che non da noi. Dovremmo (noi occidentali - i governi intendo) per una volta farci carico del vero problema e non di quello che lo maschera. Ma non succederà ed il perchè credo che lo sai meglio di me.
Un saluto

Anonimo ha detto...

il blocco sovietico cadde definitivamente in pezzi quando l'ungheria apri' le frontiere, aprendo un buco verso occidente nella cortina di ferro. e' pensando a questo che mi e' venuta l'idea del "liberi tutti". ma naturalmente questo da solo non puo' bastare. e il perche' lo hai spiegato bene tu.

luca