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lunedì 22 ottobre 2012

Ordinati a Dio

Nell'onore sia Dio la vostra gioia, nella tristezza la vostra consolazione e nell'angoscia la vostra difesa.  Nel digiuno sia Dio il vostro cibo, nella povertà la vostra abbondanza, nella malattia la vostra medicina più salutare. Se avete fame, sia Lui il vostro banchetto; se avete sete, sia Lui il vostro vino forte; se siete nudi, sia Lui il vostro vestito; se siete malati, sia Lui il vostro medico; se vegliate, sia Lui il vostro giaciglio; se siete stanchi per il lungo viaggio, sia Lui il vostro riposo e l'ombra per la vostra sosta.

Sia Dio lo specchio del vostro cuore col quale riflettete, sia il sigillo con il quale imprimete, sia la via che percorrete, sia la gemma che vi adorna, sia la fonte che vi lava, sia il pane che vi ristora, sia la pastiglia che vi guarisce, sia la chiave che apre a Lui i vostri cuori e li chiude al mondo.

Amate ciò che Dio ama e odiate ciò che egli odia.


Cercate sempre di avere un intelletto che conosca Dio, una volontà che lo ami, un'attenzione che lo cerchi, una sapienza che lo trovi, una conversazione che gli sia gradita, una perseveranza che lo aspetti fiduciosa.

Che ancora, fratelli?

Adoriamo la potenza di Dio, ammiriamone la sapienza, amiamone la clemenza, desideriamone la bellezza, lasciamoci sedurre dalla sua dolcezza, veneriamone l'eternità, imitiamone l'umiltà, indaghiamone la grandezza, lodiamone la perfezione, speriamone la misericordia, temiamone la giustizia.

(Umberto di Romans, quinto maestro generale dell'Ordine dei Predicatori, 1200 circa - 1277)

domenica 30 settembre 2012

In ginocchio da te

Confesso: quel gesto così ostentato, quasi sfacciato irritava anche me. Poi, a pensarci bene, mi sono venuti in mente alcuni episodi evangelici, storie di persone derelitte - lebbrosi, padri e madri in pena per i figli, ciechi, l'emorroissa... - che cadono ai piedi di Cristo implorando misericordia e salvezza. E Cristo li guarda e dice: "Alzati! la tua fede ti ha salvato."

Allo stesso modo, chi si inginocchia nel ricevere l'Eucarestia sembra invocare: "Signore, salvami!" E dopo aver mangiato del Suo corpo, si rialza perché la salvezza è entrata in lui; perché, da morto che era, è stato reso partecipe della vita divina; perché ora ha forza e gambe e coraggio per camminare. Il gesto di inginocchiarsi prendendo la comunione, è carico di significato e bellezza.


E', piuttosto, quello di inginocchiarsi dopo essersi comunicati - mi sia consentita la piccola provocazione - ad essere poco sensato: sei stato rialzato, perché torni ad abbassarti? Hai ricevuto la vita, perché stai come un morto? Hai ricevuto la libertà, perché ti comporti da schiavo? Tutto il tuo corpo partecipa di Dio, davanti a chi ti inginocchi? Invece di imporare, ringrazia! Invece di abbatterti, esulta! Non è il momento di chinare il capo, ma di cantare a voce alta - insieme agli angeli tutti - la risurrezione di cui sei stato reso parte.

domenica 27 maggio 2012

Microstoria di una vocazione

Raccontare la propria vocazione è un'impresa difficile: troppi sono i fatti, gli episodi grandi e piccoli, le parole ascoltate e rimaste impresse nella memoria - tralasciando, poi, tutte le sensazioni, i sentimenti, i pensieri, le riflessioni che hanno dato senso e colore alle esperienze vissute - per riuscire a discernere i momenti decisivi di una Chiamata. Così, ogni volta che racconto la mia vocazione la racconto in un modo diverso, e ogni volta ho la sensazione di non esserle stato pienamente fedele.

Comincia così il racconto del mio ingresso nell'Ordine dei Predicatori che è stato pubblicato sul nuovissimo sito del Convento San Domenico di Bologna, in cui è possibile trovare una miriade di informazioni spirituali, artistiche e personali su noi frati, oltre, ovviamente, alle iniziative che organizziamo (e per quest'estate ce ne sono di appassionantissime!)...

 Credo, però, di poter tratteggiare il succo della mia storia vocazionale racchiudendola in due singoli episodi dall'apparenza banale.

lunedì 14 maggio 2012

Domande prima di lapidare

Tra il 27 e il 28 aprile, un manipolo di intrepidi frati studenti si è recato a Roma per un incontro di formazione insieme alle juniores domenicane in Italia. La relatrice era sr Antonia Maria Chinello e il tema era nientepopodimenoche "l'internet".

Ecco qualche mia personalissima riflessione sul tema.

La Rete è qualcosa di più di un semplice strumento di comunicazione: è uno spazio che viviamo e abitiamo. Il fatto che sia uno spazio virtuale non significa che non sia reale. Le relazioni che intessiamo online sono senza dubbio diverse da quelle della vita "in carne ed ossa", ma, non di meno, possiedono una loro consistenza e hanno un concretissimo impatto sul mondo al di qua del monitor.

venerdì 16 marzo 2012

Il buco nell'anima

Uno potrebbe credere che a studiare filosofia dai domenicani si ammassi una tale quantità di prove e controprove sull'esistenza di Dio da non poter più mettere in discussione nemmeno una virgola degli articoli di fede. Beh, almeno per ora non è così. Anzi, studiando e leggendo, da Tommaso a Gentile, passando per Nietzsche, Severino e le Upanishad, ho apprezzato quanto seri e consistenti siano gli argomenti contro la fede. D'altronde se si vuole imparare a credere con criterio, è forse proprio dalla critica della fede che bisogna incominciare.

venerdì 3 febbraio 2012

Perché odio la religione, ma amo Gesù

Si intitola così "una poesia" di un ragazzo di 22 anni che si chiama Jefferson Bethke. E io sono assolutamente d'accordo con lui.




mercoledì 25 gennaio 2012

Una parola sporca

Eresia è un termine che non mi piace. Rahner scrive che "sotto il profilo giuridico-ecclesiastico, eretico è definito colui che, dopo il battesimo, e conservando il nome di Cristiano, ostinatamente si rifiuta o pone in dubbio una delle verità che nella fede divina e cattolica si devono credere". E questo è il significato oggettivo della parola. Ma una parola comunica molto di più di quello che oggettivamente significa: ad essa si lega ad un orizzonte di significati e di riferimenti. Alcune parole hanno una memoria storica ed "eresia" ha una brutta storia.

giovedì 19 gennaio 2012

10 domande

Marco, un amico e giornalista dell'AltoAdige, ha deciso di farmi qualche domanda su di me, la mia vocazione e il rapporto tra le mie idee politiche e la fede. Qui si trova l'articolo. Le domande e le risposte originarie, invece, sono qua sotto.

mercoledì 28 dicembre 2011

L'esame di coscienza


Non credo che nella mia vita spirituale ci siano molte cose più difficili, complicate e penose dell'esame di coscienza. Provo ad essere disciplinato e a farlo ogni sera, seduto sulla vecchia poltrona che ho sistemato affianco al letto. Guardo il poster del crocifisso di  Cimabue che ho appeso sulla parete di fronte e comincio a pensare al giorno appena concluso. Ma non mi viene in mente niente.

sabato 24 dicembre 2011

La luce nelle tenebre

La notte è abitata dai fantasmi e il buoi fa paura. Ci si guarda alle spalle, ma non si vede niente. L'orecchio diventa aguzzo, ma ogni fruscio è una minaccia e il silenzio un abisso.

mercoledì 21 dicembre 2011

In viaggio

Il cristianesimo è roba per gente dalle gambe buone e dalle scarpe solide. Cristo in persona ci aveva avvisato: "Io sono la Via!" e per noi è tutto un camminare. Era stato appena concepito che Maria già si mette in marcia per andare a trovare la cugina, poi torna e di nuovo riparte, ché c'è da firmare al censimento indetto dall'imperatore. Quando nasce, il mondo intero trova in lui il suo baricentro e viene ad adorarlo: i pastori attraversano prati e pascoli con i loro greggi, i magi superano il deserto della Siria inseguendo una stella. Però, la Sacra Famiglia subito riparte: prima va a presentarlo al Tempio di Gerusalemme, poi fugge in Egitto. Ritornerà alla morte di Erode e di nuovo si recherà a Gerusalemme, dove Gesù si perderà tra le carovane e i sacerdoti.

domenica 11 dicembre 2011

Lodatelo, voi tutte, fulgide stelle


Mi piace fermarmi a guardare il cielo, magari vicino ad un fuoco, oppure nelle notti d'estate con il mio toscano in una mano e la mia birra nell'altro. In quelle notti mi viene sempre da pensare che il mondo è bello e nessuno mai riuscirà davvero a sfregiarne la bellezza. Penso anche ai miei genitori, e alla mia fortuna di essere stato amato da loro. Mi viene nostalgia degli amici lontani e rido ricordandomi di loro. Allora, a volte, lodo il Signore per tutto che quello che mi ha dato, perché è stato buono con me e perché ha creato la notte, la luna e le stelle.

sabato 3 dicembre 2011

Il presepe

Esistono tanti tipi di presepe: c'è quello in casa, quello in piazza, quello di carta, di pane, di legno, quello vivente, quello tecnologico, quello moderno, quello classico, quello napoletano, quello gardenese, quello etnico... ma per me il presepe più importante è sempre stato il grande presepe in chiesa, quello che rimane velato fino al 24 dicembre e che poi si svela la notte di Natale, quando tutti si affollano attorno per darci una prima sbirciatina e per ritornarci più avanti, magari dopo l'Epifania, per osservare in pace tutti i particolari.

lunedì 28 novembre 2011

Ma io non ho paura



Liquami industriali trasformano i fiumi in fogne, dove galleggiano lugubri carcasse di pesce e sacchetti di plastica. I boschi hanno lasciato il loro posto alle discariche, mentre l'aria si fa sempre più fetida e appestata dallo smog. Ma io non ho paura.

Orde di migranti voraci brulicano nelle città, devastano e divorano tutto ciò che trovano e di notte penetrano silenziosi e crudeli nelle nostre camere da letto. La criminalità è incontrollabile, le strade non sono più sicure. Ma io non ho paura.

lunedì 14 novembre 2011

Una certa rabbia

Voglio farvi una piccola confessione: l'anno scorso, durante il noviziato, sono andato dalla psicologa. Il perché è presto detto.

Tutto risale al postulantato, quando era stata offerta ai postulanti la possibilità di incontrare un sacerdote psicologo, allo scopo di individuare, nel grande bagaglio della nostra personalità, i punti di forza e le criticità che avrebbero potuto facilitare od ostacolare la vita religiosa che ci apprestavamo ad intraprendere. Ho colto questa opportunità. In un paio di lunghi incontri ho raccontato al don psicologo la mia vita. In un altro paio di incontri un po' meno lunghi il don ha approfondito alcuni aspetti del mio racconto. Infine, mi ha dato un feed-back e un consiglio.